domenica 19 ottobre 2008

QUALE FUTURO PER IL FRASCATI

www.enopress.it). Lo scorso anno le uve della d.o erano state quotate 0,42 euro il quintale, ma le nuove quotazioni non sono state fissate - Paolo Pellicciari, viticoltore frascatano commenta la riunione consortile di ieri nel testo che segue.

Frascati quale futuro? No quale passato!
"Dopo tremila anni di storia il Frascati s’avvia inesorabilmente al tramonto, commenta Pellicciari che così riferisce sull'incontro destinato a fissare la quotazione delle uve, ma che non avrebbe raggiunto risultati per l'assenza degli imbottigliatori.
"Oggi si sono riuniti i viticultori per decidere il prezzo delle uve per l’annata 2008. Purtroppo mancavano gli interlocutori, avvero gli imbottigliatori, ma l’assenza più clamorosa è stata quella della Coldiretti un organismo che a Frascati in conflitto d’interessi risiede nei locali di uno imbottigliatore.
"Peggiore umiliazione non ci potevano riservare, considerandoci così alla stregua di "servi" del sistema vinicolo frascatano, rivedendo a ribasso il prezzo delle uve nonostante la galoppante inflazione e l’aumento dei carburanti e dei fertilizzanti .

Un’Assemblea piuttosto vivace, anche con qualche tensione "addormentata" più da argomentazioni discorsive che da interventi veri e propri.
"Come al solito, godo di un trattamento "privilegiato" debbo insistere non poco per avere la parola e spiegare le eventuali iniziative da intraprendere per arginare lo "sciacallaggio" delle nostre uve. Ma quando ho cominciato a parlare delle prossime iniziative della U.E sui vini italiani, apriti cielo, il Presidente de Consorzio Dott, Dario De Santis è andato su tutte le furie supportato da due "compari" per impedendomi, riuscendoci, di concludere il mio intervento. La cosa non mi sconvolge più di tanto, ma dimostra ancora una volta la strategia confusionaria, con lo scopo di ottenere il solito nulla di fatto, e favorire al contempo gli imbottigliatori.

"La mancanza di un rappresentante del Comune di Frascati, la dice lunga sul clima esistente in quanto è evidente che i nostri terreni hanno un interesse edilizio e il trattamento riservato ai viticultori inasprisce gli animi e disarma la volontà di continuare.
L’esasperazione è una brutta consigliera in quanto fa diventare facile preda di molti palazzinari che si aggirano nella zona per accaparrarsi i terreni al disotto del prezzo di mercato. La storia si ripete, nel 1191 i romani sconfissero i tuscolani (predecessori dei frascatani) nella battaglia di Prataporci. Tuscolo venne rasa al suolo e cosparsa di sale per impedirne nuova vita.
A distanza di circa un secolo, i romani stanno tornando questa volta senza spargimento di sangue, ma con la compiacenza della classe politica frascatana, Quasta volta non butteranno sale ma comento, ignorando tremila anni di storia e di sudore, approfittando dei nostri terreni salvaguardati dalla devastazione dell’abusivismo e dal degrado."

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