mercoledì 2 aprile 2014

L'ECONOMIA EUROPEA IN UN LABIRINTO SENZA USCITA

Di Paolo Pellicciari

L'Europa? Ma quale Europa!
Questo articolo è stato ispirato dalla trasmissione di Lucia Annunziata in “Mezzora” ospite l'on. Franco Bassanini. Nell'intervista, Bassanini ha dichiarato che l'Italia ha versato “decine e decine di miliardi di Euro per sostenere le disastrate casse di Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. La questione mi ha fatto saltare dalla sedia, domandandomi, ho capito bene? Nel dubbio ho riascoltato l'intervista e sono caduti tutti i mie dubbi. Avevo capito bene.
La notizia meritava di certo un approfondimento per la sua incredulità. Possibile? Ma come! Ci dicono che stiamo nel bel mezzo di una crisi, dove noi cittadini siamo costretti ad una “oppressione” fiscale senza eguali, I piccoli imprenditori si suicidano, i “morosi” vengono espropriati dei loro beni, in sintesi stiamo nel pieno di una “catastrofe economica”, nonostante ciò, si esborsano “decine e decine” di miliardi di Euro per sostenere le economie del “PIGS”? (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna).
Nell'occasione sono stati sottoscritti Contratti milionari, in alcuni casi segreti e senza concorso, con l'avallo dalla Troika per i Paesi Piigs? E’ quanto sostiene il nuovo rapporto Observator Ue, secondo cui tra la Troika e società privata per le consulenze dei memorandum di Grecia, Cipro, Spagna Irlanda e Portogallo. Sarebbero intercorsi rapporti professionali per 80 milioni di euro. (ndr) Le società finanziarie in questione, hanno fornito consulenza per salvare i Paesi che in passato hanno seguito programmi di memorandum fiscali con procedure non trasparenti e senza alcuna garanzia onorate con cifre enormi.
Si legge nel rapporto che le aziende di consulenza finanziaria, hanno svolto un ruolo centrale nei salvataggi della zona euro e “sono a carico dei contribuenti di Cipro, Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna per più di 80 milioni”. Molto spesso la Troika consigliava agli Stati queste società al fine di stabilire quanto denaro era necessario per i paesi o ad appannaggio delle banche per evitare il fallimento. Citate la BlackRock, la Alvarez & Marsal, la Pimco e Oliver Wyman. Le “Scatole Cinesi” dell'Economia Europea. La loro esperienza “indipendente” è stata quindi utilizzata dalla Troika (Fmi, Bce e Ue) senza una gara pubblica e con il dubbio di potenziali conflitti di interesse, derivanti da collegamenti a fondi di investimento e altri fornitori di servizi finanziari. Oltre, a noti studi legali, figurano anche società contabili come Deloitte, Ernst & Young, KPMG e Pricewaterhouse Coopers (PwC).
Il sistema bancario ha affibbiato ai cittadini europei uno “sganassone” da oltre 500 miliardi di € per sanare le dissennate perdite economiche degli stati indebitati. Non solo, ma anche con lo spettro del prelievo forzoso dai risparmi dei cittadini. Poi ci si lamentano degli “euroscettici” o antieuropeisti.
Approfondendo l'argomento rimango con un interrogativo senza risposta chi sono i soggetti indebitati gli Stati o Banche?
Le nazioni dell' Eurotower , (la sede della BCE) stanno pagando a caro prezzo il salvataggio dei paesi al limite della “banca rotta”. E' costato caro ai membri della U.E. il salvataggio dei paesi dell'area “Pigs” (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna) all'Italia spetterà una quota di circa 50 miliardi di Euro tramite EFSF. (Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria) creato dagli Stati membri dell'area dell'euro in seguito alle decisioni prese il 9 maggio 2010 nell'ambito del quadro del Consiglio Ecofin . Il mandato del EFSF è quello di salvaguardare la stabilità finanziaria in Europa, fornendo assistenza finanziaria a Stati membri dell'area dell'euro , nel quadro di un programma di aggiustamento macroeconomico .
Per compiere la sua missione , EFSF emette obbligazioni o altri strumenti di debito sui mercati dei capitali . I proventi di queste questioni vengono poi dati in prestito a paesi nell'ambito di un programma . L' EFSF può anche intervenire sui mercati obbligazionari primari e secondari , agire sulla base di un programma e di finanza cautelari ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie attraverso prestiti ai governi.
Il governo italiano, (ndr) stima di concedere finanziamenti a favore della Grecia, del Portogallo e dell'Irlanda per circa 29,5 miliardi di Euro erogati dall' EFSF.
L'ultima quota versata risale a maggio, quando Il Sole 24 Ore riportò che l'Italia aveva contribuito all'Esm - European Stability Mechanism, meglio conosciuto come Fondo Salva Stati - con circa 2,8 miliardi di euro. Cifra che si andava ad aggiungere ai 40 miliardi di euro già versati durante il governo Monti, tra il 2011 e il 2012.
A l'Esm, l'Italia ha versato circa 60 miliardi di euro. Una somma che l'Italia ha versato in questo fondo finanziario europeo per garantire la stabilità finanziaria dell'Eurozona. Uno strumento di sostegno ai paesi membri in difficoltà finanziaria che elargisce fino a 500 miliardi di euro. Ovviamente, non a fondo perduto: la restituzione si accompagna ad una serie di manovre, tagli e riforme che vanno sotto il nome di austerity.
Secondo i dati della Banca d'Italia, la quota che l'Italia deve ancora versare prevede probabilmente altri 20 miliardi già versati, più altri 20 nel 2014, stando agli impegni previsti con l'Europa attraverso le modifiche al Trattato di Lisbona. Una liquidità che l'Italia raccoglie principalmente tramite emissione di BTP o altri titoli a medio-lungo termine, vendendo cioè i titoli di Stato a prezzi di mercato.
Un'operazione finanziaria ad altissimo rischio, gli euro versati dall'Italia per intervenire tempestivamente sulla situazione di Grecia, Portogallo e Irlanda, potrebbe risultare un investimento finanziario in perdita in caso di “fallimento” del paese “aiutato”. Quali garanzie ha l'Italia per il buon esito del finanziamento? Come si fa a dare un prestito quando risultano sconosciute le cause del dissesto finanziario, nella fattispecie greco? Richiamo l'attenzione dei lettori ricordando un episodio: una giornalista greca ha chiesto alla BCE di conoscere le ragioni del debito greco. La BCE nega l'informazione. La giornalista fa ricorso alla Corte di Giustizia Europea che respinge il ricorso di fatto il popolo greco, non può conoscere le ragioni del debito. Mi domando come fa uno stato a finanziare un dissesto non conoscendone le ragioni.
Quello che è più scioccante è il silenzio dei Deputati Europei, dei giornalisti Greci, e di tutto il Parlamento Europeo. Mi sarei aspettato il “finimondo” invece tutto tace. “A papà! Quando arriviamo in America? Zitto e Nuota!”
Sono curioso di sapere il quale “tomo” di Economia, c'è scritto che un “soggetto” indebitato fino al collo contrae un altro debito per aiutare un altro soggetto a rischio “fallimento”?
La crisi europea? Un conto alla rovescia sempre più drammatico, data l’insostenibilità del sistema ormai al centro delle attenzioni degli economisti indipendenti di tutto il mondo, ma non c’è pericolo che l'argomento venga affrontato in modo serio dai nostri media. Non ne parla nessuno: né Confindustria, né i Sindacati il silenzio “rumoroso” della politica: Letta, Alfano, Cicchitto Quagliariello, Epifani e Renzi. Nessuno di loro ha mai osato neppure porre ufficialmente il problema, cristallizzato in forma di “feticcio” dal dogma indiscutibile. Si ha la sensazione che la politica stia agli “ordini” di Bruxelles e Francoforte a cui bisogna semplicemente obbedire. In cambio, la “piccola”Casta Italiana” si consola con “contentini” nella misura della sua dimensione evitando di intavolare un vero dibattito su come salvare il l'italia. Nessuno pensa ad una eventuale scialuppa di salvataggio adottando la procedura di
DEBITO DETESTABILE
(n.d.r.)“Il concetto di “Debito Detestabile” costituisce un precedente giuridico importantissimo, in quanto legalmente già usato proprio dagli stessi Stati Uniti nel 1898, al momento del conflitto ispano-cubano che portò alla annessione di Cuba, per rifiutarsi di pagarne il precedente debito pubblico da essa contratto col regime coloniale Spagnolo. “Detestare” il debito e rifiutarsi di sottostare al cappio fraudolento del suo pagamento è quindi cosa fattibile e del tutto lecita, una volta dimostrata la completa illegittimità di un Debito di cui i cittadini non sono responsabili: il Diritto Internazionale offre diversi strumenti a tal fine, uno dei quali è appunto la nozione di debito detestabile. Debito Pubblico che è dunque possibile dichiarare “detestabile” se esistono le condizioni atte a soddisfare i tre requisiti giuridici di seguito esposti:
1) Il governo del Paese deve aver conseguito il prestito senza che i cittadini ne fossero consapevoli e senza il loro consenso.
2) I prestiti devono essere stati utilizzati per attività che non hanno portato benefici alla cittadinanza nel suo complesso.
3) I creditori devono essere al corrente di questa situazione, e disinteressarsene.”
E’ compito di tutti
Nella scala che porta alla risoluzione di un problema il primo gradino è la consapevolezza della sua esistenza.
“Procedura Impossibile”. Con il Governo “dell'incompatibilità” con una considerevole rappresentanza “bancaria”, sarà difficile trovare soluzioni appropriate per risolvere i problemi economici dei cittadini europei. L'Italia, ha bisogno di Statisti che interpretino il volere dei cittadini. Quello di vivere decorosamente e pacificamente.

02/04/2014