martedì 27 dicembre 2016

IL RIMEDIO E' LA POVERTA' PER ARRICCHIRE LA CASTA

Grillo: "La povertà è il rimedio". Ma la Rete lo punisce: "Tu hai lo yacht"

Beppe Grillo pubblica sul suo blog un passo sulla povertà di Goffredo Parise per fare gli auguri ai suoi lettori ma la Rete gli ricorda che lui va con lo yacht in vacanza in Sardegna


Francesco Curridori - Mar, 27/12/2016 - 13:19

"Quest'anno voglio farvi gli auguri di Natale con un testo di Goffredo Parise pubblicato il 30 giugno del 1974, si intitola: "Il rimedio è la povertà".
È un po' lungo, ma ne vale la pena. Armatevi di pazienza, leggetelo fino alla fine e fatelo leggere ai vostri cari. Vi abbraccio. Buon Natale da Beppe Grillo". Così inizia il post di auguri pubblicato ieri dal leader del Movimento Cinquestelle sul suo blog.
Un post che ha ricevuto subito non poche critiche. Beppe predica bene ma razzola male e così, tra i commenti sferzanti della Rete, raccolti da Il Giorno, c'è chi scrive: "Se credi in quello che dici, destina buona parte dei tuoi guadagni al 'popolo affamato' e campa con l'essenziale. In caso contrario, tieniti pure i tuoi soldi che ha giustamente guadagnato, ma almeno risparmiaci la morale". E ancora: "Per un ricco, è normale desiderare che i poveri rimangano poveri, grazie del concetto Beppe". Ma il commento più polemico è questo: "Bellissimo articolo. Soprattutto considerato che è stato letto su un sito stracolmo di banner pubblicitari ed è stato scritto da qualcuno che ha un fatturato di circa 4 milioni di euro. Non ti condanno per quello che fai, ma per quello che dici". Come se non bastasse sono state riproposte varie foto che ritraggono Grillo a bordo del suo yacht, in Sardegna, nelle acque della modestissima località di Porto Cervo. Un vero smacco per chi, come lui, professa la “decrescita felice”. “Evviva, Evviva; diventiamo tutti “morti di fame.

Questo articolo apparve il 30 giugno 1974, ed è straordinario. Una meraviglia di stile e di pensiero di Goffredo Parise. Circa sessanta anni prima di papa Francesco

Troviamo utile pubblicare di tanto in tanto dei gioielli del pensiero. Questo è un articolo di Goffredo Parise tratto dalla rubrica che lo scrittore tenne sul “Corriere della sera” dal 1974 al 1975.
Si trova nell'antologia "Dobbiamo disobbedire", a cura di Silvio Perrella, edita da Adelphi. Questo articolo apparve il 30 giugno 1974, ed è straordinario. Una meraviglia di stile e di pensiero di questo autore sicuramente libero e lontano da ogni appartenenza politica e salottiera. Rappresenta per noi oggi - media compresi che non ospitano più pezzi così controcorrente - uno schiaffo contro la nostra inerzia.
«Questa volta non risponderò ad personam, parlerò a tutti, in particolare però a quei lettori che mi hanno aspramente rimproverato due mie frasi: «I poveri hanno sempre ragione», scritta alcuni mesi fa, e quest’altra: «il rimedio è la povertà. Tornare indietro? Sì, tornare indietro», scritta nel mio ultimo articolo.
Per la prima volta hanno scritto che sono “un comunista”, per la seconda alcuni lettori di sinistra mi accusano di fare il gioco dei ricchi e se la prendono con me per il mio odio per i consumi. Dicono che anche le classi meno abbienti hanno il diritto di “consumare”.
Lettori, chiamiamoli così, di destra, usano la seguente logica: senza consumi non c’è produzione, senza produzione disoccupazione e disastro economico. Da una parte e dall’altra, per ragioni demagogiche o pseudo-economiche, tutti sono d’accordo nel dire che il consumo è benessere, e io rispondo loro con il titolo di questo articolo.
Il nostro paese si è abituato a credere di essere (non ad essere) troppo ricco. A tutti i livelli sociali, perché i consumi e gli sprechi livellano e le distinzioni sociali scompaiono, e così il senso più profondo e storico di “classe”. Noi non consumiamo soltanto, in modo ossessivo: noi ci comportiamo come degli affamati nevrotici che si gettano sul cibo (i consumi) in modo nauseante. Lo spettacolo dei ristoranti di massa (specie in provincia) è insopportabile. La quantità di cibo è enorme, altro che aumenti dei prezzi. La nostra “ideologia” nazionale, specialmente nel Nord, è fatta di capannoni pieni di gente che si getta sul cibo. La crisi? Dove si vede la crisi? Le botteghe di stracci (abbigliamento) rigurgitano, se la benzina aumentasse fino a mille lire tutti la comprerebbero ugualmente. Si farebbero scioperi per poter pagare la benzina. Tutti i nostri ideali sembrano concentrati nell’acquisto insensato di oggetti e di cibo. Si parla già di accaparrare cibo e vestiti. Questo è oggi la nostra ideologia. E ora veniamo alla povertà.
Povertà non è miseria, come credono i miei obiettori di sinistra. Povertà non è “comunismo”, come credono i miei rozzi obiettori di destra.
Povertà è una ideologia, politica ed economica. Povertà è godere di beni minimi e necessari, quali il cibo necessario e non superfluo, il vestiario necessario, la casa necessaria e non superflua. Povertà e necessità nazionale sono i mezzi pubblici di locomozione, necessaria è la salute delle proprie gambe per andare a piedi, superflua è l’automobile, le motociclette, le famose e cretinissime “barche”.
Povertà vuol dire, soprattutto, rendersi esattamente conto (anche in senso economico) di ciò che si compra, del rapporto tra la qualità e il prezzo: cioè saper scegliere bene e minuziosamente ciò che si compra perché necessario, conoscere la qualità, la materia di cui sono fatti gli oggetti necessari. Povertà vuol dire rifiutarsi di comprare robaccia, imbrogli, roba che non dura niente e non deve durare niente in omaggio alla sciocca legge della moda e del ricambio dei consumi per mantenere o aumentare la produzione.
Povertà è assaporare (non semplicemente ingurgitare in modo nevroticamente obbediente) un cibo: il pane, l’olio, il pomodoro, la pasta, il vino, che sono i prodotti del nostro paese; imparando a conoscere questi prodotti si impara anche a distinguere gli imbrogli e a protestare, a rifiutare. Povertà significa, insomma, educazione elementare delle cose che ci sono utili e anche dilettevoli alla vita. Moltissime persone non sanno più distinguere la lana dal nylon, il lino dal cotone, il vitello dal manzo, un cretino da un intelligente, un simpatico da un antipatico perché la nostra sola cultura è l’uniformità piatta e fantomatica dei volti e delle voci e del linguaggio televisivi. Tutto il nostro paese, che fu agricolo e artigiano (cioè colto), non sa più distinguere nulla, non ha educazione elementare delle cose perché non ha più povertà.
Il nostro paese compra e basta. Si fida in modo idiota di Carosello (vedi Carosello e poi vai a letto, è la nostra preghiera serale) e non dei propri occhi, della propria mente, del proprio palato, delle proprie mani e del proprio denaro. Il nostra paese è un solo grande mercato di nevrotici tutti uguali, poveri e ricchi, che comprano, comprano, senza conoscere nulla, e poi buttano via e poi ricomprano. Il denaro non è più uno strumento economico, necessario a comprare o a vendere cose utili alla vita, uno strumento da usare con parsimonia e avarizia. No, è qualcosa di astratto e di religioso al tempo stesso, un fine, una investitura, come dire: ho denaro, per comprare roba, come sono bravo, come è riuscita la mia vita, questo denaro deve aumentare, deve cascare dal cielo o dalle banche che fino a ieri lo prestavano in un vortice di mutui (un tempo chiamati debiti) che danno l’illusione della ricchezza e invece sono schiavitù. Il nostro paese è pieno di gente tutta contenta di contrarre debiti perché la lira si svaluta e dunque i debiti costeranno meno col passare degli anni.
Il nostro paese è un’enorme bottega di stracci non necessari (perché sono stracci che vanno di moda), costosissimi e obbligatori. Si mettano bene in testa gli obiettori di sinistra e di destra, gli “etichettati” che etichettano, e che mi scrivono in termini linguistici assolutamente identici, che lo stesso vale per le ideologie. Mai si è avuto tanto spreco di questa parola, ridotta per mancanza di azione ideologica non soltanto a pura fonia, a flatus vocis ma, anche quella, a oggetto di consumo superfluo.
I giovani “comprano” ideologia al mercato degli stracci ideologici così come comprano blue jeans al mercato degli stracci sociologici (cioè per obbligo, per dittatura sociale). I ragazzi non conoscono più niente, non conoscono la qualità delle cose necessarie alla vita perché i loro padri l’hanno voluta disprezzare nell’euforia del benessere. I ragazzi sanno che a una certa età (la loro) esistono obblighi sociali e ideologici a cui, naturalmente, è obbligo obbedire, non importa quale sia la loro “qualità”, la loro necessità reale, importa la loro diffusione. Ha ragione Pasolini quando parla di nuovo fascismo senza storia. Esiste, nel nauseante mercato del superfluo, anche lo snobismo ideologico e politico (c’è di tutto, vedi l’estremismo) che viene servito e pubblicizzato come l’élite, come la differenza e differenziazione dal mercato ideologico di massa rappresentato dai partiti tradizionali al governo e all’opposizione. L’obbligo mondano impone la boutique ideologica e politica, i gruppuscoli, queste cretinerie da Francia 1968, data di nascita del grand marché aux puces ideologico e politico di questi anni. Oggi, i più snob tra questi, sono dei criminali indifferenziati, poveri e disperati figli del consumo.
La povertà è il contrario di tutto questo: è conoscere le cose per necessità. So di cadere in eresia per la massa ovina dei consumatori di tutto dicendo che povertà è anche salute fisica ed espressione di se stessi e libertà e, in una parola, piacere estetico. Comprare un oggetto perché la qualità della sua materia, la sua forma nello spazio, ci emoziona.
Per le ideologie vale la stessa regola. Scegliere una ideologia perché è più bella (oltre che più “corretta”, come dice la linguistica del mercato degli stracci linguistici). Anzi, bella perché giusta e giusta perché conosciuta nella sua qualità reale. La divisa dell’Armata Rossa disegnata da Trotzky nel 1917, l’enorme cappotto di lana di pecora grigioverde, spesso come il feltro, con il berretto a punta e la rozza stella di panno rosso cucita a mano in fronte, non soltanto era giusta (allora) e rivoluzionaria e popolare, era anche bella come non lo è stata nessuna divisa militare sovietica. Perché era povera e necessaria. La povertà, infine, si cominci a impararlo, è un segno distintivo infinitamente più ricco, oggi, della ricchezza. Ma non mettiamola sul mercato anche quella, come i blue jeans con le pezze sul sedere che costano un sacco di soldi. Teniamola come un bene personale, una proprietà privata, appunto una ricchezza, un capitale: il solo capitale nazionale che ormai, ne sono profondamente convinto, salverà il nostro paese».



domenica 20 novembre 2016

IL "TERZO REICH" FINIRA' IL CETO MEDIO

L'Impoverimento della piccola imprenditoria porterà alla catastrofe economica.

È finita un'era. Ne inizia un'altra. La prima “era” ha segnato la società e l'economia, quindi, anche la politica. Nella seconda era si avvia “l'eccidio” economico del ceto medio, che hanno marcato la crescita del Paese, fin dopo gli anni Ottanta. Lo sviluppo economico cambiò geografia e localizzazione produttiva.
Dalle grandi fabbriche delle metropoli del Nord si è spostato nelle piccole aziende del Nordest - e dell'Italia centrale. Gli anni Novanta, aveva definito questa tendenza: "cetomedizzazione". Un processo antropologico, oltre (e più) che socioeconomico. Ciò si spiega attraverso "l'innalzamento di coloro i quali erano alla base della piramide e lo scivolamento di una parte della vecchia microeconomia.
In altri termini, a partire dagli anni Ottanta, si è assistito al declino della borghesia urbana e industriale, tradizionalmente debole. E al parallelo affermarsi di una piccola borghesia, diffusa nel mondo delle piccole imprese e del lavoro autonomo. Educata ai valori della competizione individuale o, meglio ancora, dell'individualismo possessivo, per citare “Macpherson”. Detta realtà socio-economica si è trovata, a lungo, sprovvista di rappresentanza. Non gliela potevano, certamente, dare i partiti di massa della Prima Repubblica, DC e PCI. Integrati nello Stato e nel sistema pubblico. Nelle reti comunitarie del territorio nel sistema assistenziale.
La "cetomedizzazione" ha, invece, trovato risposta dapprima nella Lega Nord, nata e cresciuta, appunto, lungo la linea pedemontana, dove, fin dagli anni Ottanta, si è affermato lo sviluppo di piccola impresa. Nel contesto emerge, Silvio Berlusconi che ha offerto ai ceti-medi il volto, il linguaggio e Identità. Berlusconi: l'Imprenditore in politica. Che fa politica. Al posto dei politici di professione. Contro di loro, trasforma la politica in marketing. Il partito in impresa. La propria impresa in partito. Berlusconi: ha dato rappresentanza alla neo-borghesia, con basi e radici nel Lombardo-Veneto. Condividendo la "missione" della Lega. Mentre gran parte degli italiani confluiva nell'ampio e indistinto bacino dei "ceti medi". Ancora nel 2006 quasi il 60% della popolazione (indagine Demos-Coop) si auto-collocava tra i ceti medi.
Poi è arrivata la crisi. Economica e politica. Ha scosso, con violenza, le basi del ceto medio. Ne ha indebolito la condizione e, al tempo stesso, il sentimento, l'auto-considerazione. Ne ha accentuato il senso di vulnerabilità. Anche e forse soprattutto per questo motivo Obama ha promosso il suo piano di incentivi all'occupazione e all'economia. Tra cui l'innalzamento delle retribuzioni minime di alcune categorie di dipendenti federali. Per alimentare i consumi, ma anche per contrastare il senso di deprivazione relativa che spinge verso il basso le aspettative di mobilità sociale.
L'ascensore economico, in pochi anni, si è inceppato. E oggi la maggioranza assoluta degli italiani ritiene di essere discesa ai piani più bassi della gerarchia sociale (Sondaggio Demos-Fond. Unipolis). Coloro che si sentono "ceti medi" sono, infatti, una minoranza, per quanto ampia. Poco più del 40%. Così, l'Italia non è più “cetomedizzata” e un Paese dove le distanze sociali appaiono in rapida crescita. Tanto che l'85% della popolazione (sondaggio Demos-Fond. Unipolis) oggi ritiene che "le differenze fra chi ha poco e molto siano aumentate" a causa della centralizzazione dell'economia.
Il declino dell'Italia media e “cetomedizzata” segna il brusco risveglio dal "sogno italiano" interpretato dal berlusconismo. Poter diventare tutti padroni (almeno, di se stessi). Ciascuno nel proprio piccolo (o nel proprio grande). Mentre le questioni territoriali sembrano svanire, Si sente parlare sempre meno della Questione Settentrionale, ma anche di quella Meridionale. Così, per la prima volta nella storia della Repubblica, si afferma una forza politica, i cui consensi sono distribuiti in modo omogeneo in tutto il territorio italiano. Alimentati e unificati dalla sfiducia verso lo Stato e verso la politica. E dalla delusione sociale. Non è un caso che, tra le principali forze politiche, il M5s sia quella dove si osserva la maggiore quota di elettori che si identificano con i ceti più bassi (quasi il 60%) e, per contro, la minore quota di chi si sente ceto medio (39%).
Il declino del ceto medio lascia un Paese senza sogni, incapace di sognare. Dove le distanze sociali hanno ripreso a crescere, mentre il territorio affonda nelle nebbie. Soprattutto il Nordest, capitale della “neoborghesia” autonoma.
Il declino del ceto medio, in Italia, definisce - e impone - una questione "nazionale" che nessuna riforma elettorale potrà risolvere.
Alla letteratura socioeconomica internazionale si è ormai diffuso lo scenario di declino/crisi dei ceti medi: un bel guaio, dato che, da Aristotele in poi, si è condivisa l’idea che «la comunità politica migliore è formata dai cittadini delle classi medie. Il declino e poi l’aperta crisi hanno conosciuto tempi diversi tra i paesi. Negli Usa i mr. Smith sono già sotto pressione dagli anni Novanta, tanto che Krugman, nel 2003, scrisse “Requiem per la gloriosa classe media”.
Quello che prima andava bene per quel lavoro routinario nella società tecnologica non va più bene: un guaio quasi esistenziale, irreversibile, che non puoi certo tamponare con gli 80 euro o con l'abolizione dell'IMU. Anche perché si aggiunge ad altri guai che il Sig. “Rossi” ha attraversato con il sistema creditizio prima nella veste di micro imprenditore in sofferenza e, poi, come piccolo risparmiatore punito dalla privatizzazione del rischio bancario. Il governo Renzi altro non poteva fare che dare il colpo di grazia organizzando un “esercito” di “SS fiscali”, addirittura mettendo al microscopio i conti correnti delle partite IVA da tempo alla canna del gas.
Il lungo addio dell'Occidente alla propria tradizione industriale, coincide con il crepuscolo del consumatore borghese, stretto nella morsa della globalizzazione e scosso dalla rivoluzione «democratica» nei nuovi consumi di massa. Una realtà caratterizzata da un'equazione sociale altrettanto originale: piú consumi, piú squilibri. Per le imprese - sempre piú attratte dall'Asia, dove stanno crescendo miliardi di nuovi capitalisti - è un'occasione per rigenerare la presenza sui mercati occidentali. Per la politica è una sfida formidabile: entra in crisi la logica fondante del modello europeo e con essa l'organizzazione storica del welfare. L'Italia, vittima delle sue contraddizioni storiche, non riesce a reagire e a riorganizzarsi: la sua originalità produce valore altrove e il suo modo di vivere diventa impresa ovunque tranne che in patria. Il governo del mondo senza ceti medi richiede visioni limpide e una leadership politica determinata, pronta a rischiare. L'Europa appare in affanno, ma la sua cultura umanistica è l'unica in grado di attenuare la spinta al consumismo estremo della società low cost. A dare pensiero, non c'è, dunque, solo la faglia della disuguaglianza socio-economica che spacca a metà i ceti medi, ma c'è anche una percezione di appartenenza - termometro dell'emotività sociale - che indica delusione. Ingannati nelle tradizionali speranze, i ceti medi di oggi hanno più difficoltà forse a sbarazzarsi del proprio glorioso fantasma che a risolvere il loro status di reale deprivatizzazione. 

domenica 13 novembre 2016

O LA BORSA O LA VITA


CHE C'E' SCRITTO NEL DECRETO LORENZIN? CHE TE MORI!
Di Paolo Pellicciari 12/02/2016
Nelle pieghe del Global Financial Stability Report, presentato dal Fondo Monetario Internazionale, c’è un’avvertenza che ben pochi media hanno voluto segnalare e che è stata immediatamente cancellata anche da chi l’aveva in un primo momento raccolta (Repubblica,) per esempio, sul cui sito non si trova più traccia di questa pagina:anche Cristine Agart componente della troica con FMI sostiene il progetto riduzione dalla popolazione per far quadrare i conti.
Prendendo in esame i decreti Lorenzin mi sono reso conto che viviamo in un mondo creato a misura di speculazione, della più squallida, tanto da ridurre le quote pensionistiche, aumentando brutalmente il prezzo delle medicine, poveri e per giunta, ciechi per non fargli vedere la loro decadenza fisica. 
Il punto è semplice: la longevità delle popolazioni occidentali – ossia il famoso “allungamento delle aspettative di vita” – mette a rischio i bilanci degli stati più sviluppati. Conta più un bilancio che la vita di un cittadino. Questo è scioccante.
Come di abitudine, prima di scrivere un articolo, mi documento esaminando le informazioni relative al tema che intendo trattare. Avevo iniziato a commentare il decreto della Lornzin che tratta le prestazioni sanitarie a pagamento, che potrebbero impedire molte cure soprattutto agli anziani poveri destinati così morte sicura.
Dalla mia ricerca, sono emersi dati “scioccanti” nella ricognizione, ho rilevato che in 8mesi hanno perso la vita 46mila persone in più rispetto al 2014
Analizzando i dati sulla mortalità dal 2008 ad oggi, ha subito un'impennata terrificante, paragonabili ai morti della Seconda Guerra Mondiale.
Siamo nel vivo della “terza” guerra mondiale, dove il “nemico” trincerato nelle aule parlamentari legifera in modo “occulto”, anche per la cessione della sovranità popolare come dettato dal trattato di Maastricht. Non solo, ma stanno cambiando l'etnia europea originaria a vantaggio di una popolazione “meticcia” facile da condizionare a scapito di quella “indigena”. Ha “significare”, “l'invasione” di extra comunitari frutto di una strategia preordinata in linea con l'articolato del “Piano Kalergi”.
Anche i politici del suo tempo, diedero ascolto a Kalergi, le potenze occidentali si basarono sul suo piano; le banche, la stampa e i servizi segreti americani, finanziarono i suoi progetti politici. I capi della politica europea sanno bene, che è lui l’ispiratore di questa Europa diretta da Bruxelles e da Maastricht. Kalergi, sconosciuto all’opinione pubblica, come dai libri di storia, e ancor peggio dai nostri parlamentari, mentre è considerato come il padre di Maastricht e del “multiculturalismo”.
Il suo “Piano”, prevedere il “genocidio” come mezzo per raggiungere il potere, per creare un'etnia alternativa di “subumani”, i quali, grazie alle loro caratteristiche negative come l’incapacità e l’instabilità, garantiranno la tolleranza e l’accettazione del “potere” della “razza nobile” al pari della razza “ariana”.
In Italia ci sono 11 milioni di nostri concittadini che vivono in stato di estrema povertà assoluta e altri 10 milioni lo diventeranno nei prossimi mesi a causa. della politica economica attuata dal 2008 basata sull'austerità.
La “terza guerra mondiale” iniziata nel 2008 con l'accensione della “miccia” della “crisi” con il suo strascico di morti causati con le “armi” del fisco, delle banche e della sanità, senza escludere le vittime di rapine e di assassini.
La terza guerra mondiale, è una conflitto diverso, subdolo, impercettibile che si combatte sotto silenzio, senza il fragore delle bombe, ma sta producendo danni enormi, con un fine ben definito, per sostituire l'etnia residente e sostituirla con un'altra più sottomessa e meno ribelle ai futuri governanti.
I demografi stanno esprimendo allarme e preoccupazione, per il processo in atto, ormai fuori controllo.
La “politica” con “l'arma” della legge, non si rende conto che sta “decimando” la popolazione, in applicazione del Piano Kalergi.
In “coincidenza” il 21 gennaio ultimo scorso, è diventato esecutivo il decreto in materia di Sanità a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Una sorta di aumento della “tassazione” sanitaria.
Il decreto ha avuto una lunga e complessa gestazione. La Fimmg ( Federazione medici di medicina generale ) dichiara che il decreto è confuso, ed equivoco in alcune limitazioni di erogabilità, senza modifiche dalla bozza al testo definitivo, di fatto, si si riduce l'intervento dello Stato e aumenta il costo sanitario per i cittadini con sempre meno risorse econmiche a disposizione
Il Ministro/a Lorenzin, ha ritenuto di ridurre gli interventi di spesa da parte dello Stato per i servizi sanitari. Un risparmio decisamente sensibile. I medici d'ora in poi, potranno prescrivere determinate prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale, il “resto”, sarà a carico del malato.
Rileva l'Istat nell'indagine sulla spesa delle famiglie, da cui emerge che nel 2014 erano più di 7 milioni, di italiani poveri. Oltre 4 milioni di italiani vivono in condizioni di povertà assoluta: sono i più poveri tra i poveri, che non possono permettersi di acquistare il minimo indispensabile per vivere. Figuriamoci se potranno comprare i medicinali!

venerdì 11 novembre 2016

UN NUOVO MONDO CI ASPETTA

Il 16 novembre 2012 è stato conferito al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy il premio europeo Coudenhove-Kalergi 2012 durante un convegno speciale svoltosi a Vienna per celebrare i novant’anni del movimento “Paneuropeo”. Alla sue spalle compare il simbolo dell’unione paneuropea: una croce rossa che sovrasta la sala.
L’incitamento al genocidio è anche alla base dei costanti inviti dell’ONU ad accogliere milioni di immigrati per compensare la bassa natalità europea. Secondo un rapporto diffuso all’inizio del nuovo millennio, gennaio 2000, nel rapporto della “Population division” (Divisione per la popolazione) delle Nazioni Unite a New York, intitolato: “Migrazioni di ricambio”: una soluzione per le popolazioni in declino e invecchiamento, l’Europa avrebbe bisogno entro il 2025 di 159 milioni di immigrati. Ci si chiede come sarebbe possibile fare stime così precise se l’immigrazione non fosse un piano studiato a tavolino. È certo infatti che la bassa natalità di per sé potrebbe essere facilmente invertita con idonei provvedimenti di sostegno alle famiglie. È altrettanto evidente che non è attraverso l’apporto di un patrimonio genetico diverso che si protegge il patrimonio genetico europeo, ma che così facendo se ne accelera la scomparsa.
L’unico scopo di queste misure è dunque quello di snaturare completamente un popolo, trasformarlo in un insieme di individui senza più alcuna coesione etnica, storica e culturale. In breve, le tesi del Piano Kalergi hanno costituito e costituiscono tutt’oggi il fondamento delle politiche ufficiali dei governi volte al genocidio dei popoli europei attraverso l‘immigrazione di massa. G. Brock Chisholm, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dimostra di avere imparato bene la lezione di Kalergi quando afferma: «Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale» G. Brock Chisholm,
Se ci guardiamo attorno il piano Kalergi sembra essersi pienamente realizzato. Siamo di fronte ad una vera terzomondializzazione dell’Europa. L’assioma portante della “Nuova civiltà” sostenuta dagli “evangelizzatori” del Verbo multiculturale, è l’adesione all’incrocio etnico forzato. Gli europei sono naufragati nel meticciato, sommersi da masse di immigrati afro-asiatici. La piaga dei matrimoni misti produce ogni anno migliaia di nuovi individui di razza mista: i “figli di Kalergi”. Sotto la duplice spinta della disinformazione e del rimbecillimento umanitario operato dai mezzi di comunicazione di massa, si è insegnato agli europei a rinnegare le proprie origini, a disconoscere la propria identità etnica.?
I sostenitori della Globalizzazione si sforzano di convincerci che rinunciare alla nostra identità è un atto progressista e umanitario, che il “razzismo” è sbagliato, ma solo perché vorrebbero farci diventare tutti come “ciechi consumatori”. È più che mai necessario in questi tempi reagire alle “menzogne” del Sistema, ridestare lo spirito di ribellione negli europei. Occorre mettere sotto gli occhi di tutti il fatto che l’integrazione equivale a un “genocidio”. Non abbiamo altra scelta, l’alternativa è il suicidio etnico: Da il piano Kalergi.

lunedì 4 luglio 2016

L'EUROPA HA “FALLITO”. GLI INGLESI, HANNO SCELTO LA LIBERTA'

Di Paolo Pellicciari


STRAPPIAMO IL TRATTATO DI MAASTRICHT PER AVVIARE UNA NUOVA EUROPA DEI POPOLI, LIBERA, FEDERALE E DEMOCRATICA.

Così, il popolo Inglese ha deciso, dopo un referendum democratico, di uscire dalla Unione Europea, La decisione, sicuramente ispirata dalla “Magna Carta”, in conflitto con la filosofia “Kalergiana”, che sta attuando il resto d'EUROPA. ( Non ci dimentichiamo che sig.ra Merkel è stata insignita del Premio Kalergi) 

Una Europa, con al centro in sistema economico - bancario, compreso il cambio etnico della cittadinanza europea ormai “multietnica” con un popolo distratto da una crisi sempre più acuta.

E' bene ricordare qualche passo di storia per capire il “presente”.
All'inizio, dalla costituenda Europa Unita, “fallisce” l'istituzione dell'Esercito Europeo: Comunità Europea di Difesa (CED) 

Un progetto di collaborazione militare proposto dal Francia dal primo Ministro René Pòeven e da Alcide De Gasperi per l'Italia nei primi anni 50.

Il progetto fallì, per un ripensamento successivo da parte della Francia.

Il primo “colpo” all'Unione Europea.

Successivamente venne redatto dall'Assemblea allargata della CECA (Comunità Economica Carbone e dell'Acciaio) e lo statuto della CPE ( Comunità Politica Europea). “L'embrione” di una Costituzione Federale, 

Purtroppo, il progetto fallì, a causa dei governi impegnati e vincolati dalla accettazione del trattato CED. ( Comunità, Europea Difesa) Francia e Italia non approvarono il trattato.

L'inizio della “fine” dell'Unione Europea.

Il Colpo “mortale” all'Unione Europea è stato di sicuro il Trattato di Maastrik con il suo “oscuro regolamento”

C'è da ricordare, che la delegazione italiana, non era d'accordo sui contenuti del trattato. Tanto che Andreotti, che guidava la delegazione italiana, preso atto delle “rivoluzionarie” tematiche di politica economica, propose, di indire referendum di approvazione a tutti gli Stati coinvolti. Dando inizio al periodo di “lacrime sangue”

Qual'ora una sola nazione bocciasse i contenuti del Trattato non poteva essere adottato. Nessuna nazione si adoperò per organizzare il referendum per l'approvazione del Trattato. Solo la Danimarca diede vita al Referendum con il risultato di un secco NO al Trattato. Dunque, nulla di fatto.

Apriti cielo”, la Danimarca minacciata di espulsione dalla UE, (ndr) tanto che dovettero organizzare un altro referendum con con il risultato di approvazione del trattato. 

Praticamente, le stessa situazione di cui è “vittima” l'Inghilterra. Minacce, Catastrofismi, Sciagure, Disastri Apocalittici, ecc.ecc. Non solo, guarda caso, stanno tentanto di far organizzare un altro referendum, come accadde in Danimarca.

Trovo “discutibile” che i vertici europei, di cui molti protagonisti in ordine sparso, critichino così violentemente uno Stato che democraticamente ha deciso di lasciare l'Europa.

Sono convinto, che si avviassero i referendum tra le nazioni che aderiscono alla UE tra SI e NO, vincerebbe il NO all'attuale politica Europea.

Non “sento” leaders europei discutere sulle le cause che hanno indotto l'Inghilterra, a lasciare l'Europa”. l'Inghilterra da tempo “scalpita” per lasciare l'Europa e mettere sul tappeto proposte di modifica alle politiche economiche e sociali seguite dall'adozione del Trattato di Maastricht.

Non mi permetto di giudicare il livello intellettuale dei protagonisti che guidano la politica europea.

Eventi tutti da chiarire.

Il trattato di Maastricht fu approvato nel 1992. Proprio nel 1992 che Bettino Craxi, nell’ultimo giorno al governo, con il consenso della classe dirigente di allora e senza avere indetto il referendum, firmò il Trattato di Maastricht. (ndr)

La conseguenza della firma del Trattato è stata quella di consegnare la sovranità del popolo allo “straniero” territorio, civiltà, la storia, l'identità nazionale, l'indipendenza, la cultura, la lingua, l'economia, la moneta, e la sovranità dei confini.

Contemporaneamente inizia la stagione di “Mani Pulite” caratterizzata da tragici eventi di un certo sconcerto accaduti nel 1992 - 1993

Tutto cominciò un mattino d'inverno, il 17 febbraio 1992, quando, con un mandato d'arresto, una macchina della Polizia, si fermò al Pio Albergo Trivulzio per prelevare il presidente, 

l'Ingegner Mario Chiesa Il 23 maggio 1992 uccidono Giovanni Falcone; Il 19 luglio 1992 uccidono Paolo Borsellino; Il 23 luglio 1993 uccidono Gabriele Cagliari; il 20 luglio 1993 si uccide Raul Gardini. Il 27 aprile 1993 inizia a Palermo il processo Andreotti.

Il 2 giugno del 1992 il direttore del Tesoro, Mario Draghi, sale sulla passerella del Royal Yacht "Britannia", il panfilo della Regina Elisabetta ormeggiato nel porto di Civitavecchia. Draghi ha con sé l'invito ricevuto dai British Invisibles, (ndr) rappresentanti di un influente gruppo di pressione della City londinese. "Invisibles" nel senso che si occupano di transazioni che non riguardano merci ma servizi finanziari.

La “delegazione” italiana è composta da Draghi, il presidente di Bankitalia Ciampi, Beniamino Andreatta, Mario Baldassarri, Amato, Prodi, Dalema. i vertici di Iri, Eni, Ina, Comit, delle grandi partecipate che di lì a poco sarebbero state "svendute", (Voce di popolo) senza grande acume proprio da coloro che nell'ultimo scorcio della Prima Repubblica le avevano trasformate nei "gioielli di famiglia".

I Warburg, i Barings, i Barclays, ma anche i rappresentanti di Goldman Sachs, finanzieri e banchieri del capitalismo che funziona, o funzionava, sono venuti a spiegare a un gruppo di imprenditori e “boiardi” di Stato italiani ,come fare le privatizzazioni.

Allora come oggi, l'Europa “tuonava” contro l'Italia incapace di far fronte al debito pubblico, per imporre regole draconiane per entrare nell'Euro. Gli speculatori s'interessavano al nostro Paese, ed una classe politica in fase calante, stava per essere travolta da Mani Pulite. In conclusione, troppi eventi drammatici in un breve spazio di tempo. Che ci fosse stata una diatriba tra chi volesse vendere e chi no? Gli storici, ci diranno la verità.

Il nodo cruciale, dell’intera vicenda delle privatizzazioni, sta nel fatto che non sono state approvate per risanare il Bilancio dello Stato, per aumentare la competizione tra le varie aziende, favorire il libero mercato e rendere più efficiente il servizio (cosa che effettivamente sarebbe stata utile) ma soltanto per favorire le grandi banche “padrone” del mondo).

Mi domando che c'era da nascondere tanto da organizzare una riunione di si tale importanza su un Panfilo e non in parlamento o in una sede istituzionale? Il Parlamento non serve forse per far parlare il popolo attraverso i membri eletti democraticamente e messi lì dal nostro voto? Certe cose andrebbero discusse nelle sedi opportune, per consentire il normale svolgersi della democrazia?

Che motivo c'era di decidere una operazione così complessa in mezzo al mare, lontano da occhi indiscreti. Quasi si trattasse di una segreta “riunione massonica”. Se poi consideriamo che Draghi, Prodi, Amato e circa il 90% dei partecipanti alla riunione fanno parte del Club Bilderberg (ndr)…c'è da pensare!



lunedì 20 giugno 2016

UN COMMENTO SUL DECRETO COSTITUZIONALE PROMOSSO DA RENZI



Un commento di Paolo Pellicciari
Dopo la lettura del decreto per la riforma della costituzione, mi risuonava nelle orecchie la voce di Alberto Sordi che arringava la folla che pretendeva la morte di Targhini e Montanari. "Popolo che sei? Mmonnezza! Sei Papa? Sei Cardinale? Sei Barone? Sei l'avanso del li Papi!, de li Cardinali! e del li Baroni! Dunque, sei mmonnezza!"

Nella fattispecie della riforma costituzionale, di fatto, sta succedendo la stessa cosa. L'elevato personale politico di nomina snatura di fatto la democrazia partecipativa. La scarsa partecipazione elettorale da "immenso" potere all'esecutivo tanto da intravedere un progetto di"dittatura di tipo "Comunionista" ( Fusione tra "Comunismo Marxista e Comunione Cattolica).

Basta leggere "L'art, 67. – I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza "vincolo" di mandato Dunque, i parlamentari, una volta eletti posso aderire a qualunque componente politica. Mentre, per dinamica politica e coerenza elettiva un deputato non può cambiare "casacca" con disinvoltura come succede oggi. Vedi NCD di 
Alfano. e Verdini. 
Come non codificare le "Primarie", che debbono garantIre che gli elettori siano cittadini italiani con diritto di voto.

 Se il popolo, con il suo voto, elegge un deputato per ideologia in una area politica, se si dimette esce dal Parlamento, per impedire lo scandaloso il mercimonio post elettivo per costituire maggioranze non avallate dal voto elettorale. 

Dobbiamo rimettere sul trono il Popolo Sovrano.

Altra riduzione della spazio democratico è l'aumentano il quorum dei sottoscrittori per indire un referendum da 500mila a 800mila rendendo più difficile raggiungere il quorum.

La nuova costituzione prevede anche la formazione di nuove regioni o la fusione di quelle esistenti in relazione al numero di abitanti.

Non da ultimo, non sono previsti organi di controllo come i CORECO già aboliti nella riforma Bassanini. Visto quello che si legge sul "malcostume" della politica i CORECO andrebbero ripristinati per riconquistare credibilità politica. Tanto per fare una sintesi leggendo il 

Decreto si avverte un disegno "perverso" di ridurre gli spazi democratici che aprono la strada ad una possibile dittatura. Gli spazi all' interpretazioni sono più tosto ampi consentendo la possibilità di piccoli "colpi di Stato" che porteranno gradatamente ad una dittatura.

Certo, stilare un documento di tale importanza democratica che condizionerà la vita dei cittadini sarebbe stato opportuno eleggere una Assemblea 

Costituente, per redigere un documento più consono ai tempi moderni. Invece o "mangi questa minestra" o ti "butti dalla finestra", lo trovo presuntuoso e arrogante da parte di una classe politica poco credibile che gradatamente ci porterà alla fame.

Noi cittadini siamo relegati a ruolo di popolo

Durante il fascismo si diceva come va? "Diciamo 

Bene" In democrazia possiamo dire tutto quello che vogliamo, tanto, non ci "sente nessuno". In conclusione la nuova Costituzione, non mi piace perché ignora i diritti dei cittadini. Basta vedere il "comportamento" di Equitalia verso i contribuenti per capire tutto l'arcano.

Se la politica è l'arte della prospettiva, non abbiamo di certo un bel fututro. Nati e cresciuti  "LIBERI" di Pensieri, Parole ed Opere, dobbiamo evitare che il "Banchismo" diventi la dittatura del terzo millennio



mercoledì 11 maggio 2016

SI COMINCIA AD ASCOLTARE IL TIC TAC DELLA BOMBA DEMOGRAFICA


In Europa sono calate vertiginosamente le nascite a causa dell'aumento della povertà. Nessuno ne parla.
Intanto, il ticchettio implacabile della bomba demografica risuona sempre più sinistro mentre si tiene la testa sotto la sabbia. E, oggi, può essere eluso solo da chi ha deciso di mettere la testa sotto terra, come uno struzzo. Centri di ricerca accreditati presso le Nazioni Unite hanno lanciato l'allarme sull'aumento demografico in atto.
Non ho la palla di cristallo, ma occorre, analizzare le proiezioni statistiche allo stato delle cose, ma tra cinquanta anni gli italiani ridotti ad essere minoranza. potrebbero scomparire o diventa un popolo meticcio. Come previsto dal piano Kalergi.
Bisognerà arrendersi, forse, all'evidenza del “meticciato” che i nostri politici ci hanno creato a scapito di noi italiani. Diciamo alla nostre donne di fare tutto meno che i figli. Con quale coraggio possiamo chiedere alle nostre donne quando statisticamente un figlio costa circa 400 € al mese.

Da più parti si da la responsabilità al calo vertiginoso delle nascite come responsabilità all'invasione extra comunitaria per avere un bilanciamento tra nascite e sostenibilità. Niente di più falso prendendo ad esempio gli animali essi fanno figli in virtù degli alimenti a disposizione. Dunque il calo delle nascite non dipende dalle scelte delle donne ma dalla crisi economica che ha devastato l'etnia e il sistema produttivo italiano. Quante famiglie non arrivano alla fine della settimana, quante giovani famiglie vivono alla giornata. Nessuno si domanda come mai l'Italia dalla quinta nazione più industrializzata al mondo si è persa nei meandri della classifica.
E' evidente che i Capi di Stato europei incapaci di risolvere le questioni socio economiche che da troppo tempo ormai attanagliano l’intera Unione Europea. Oggi non sanno più quali iniziative debbono prendere per far ripartire l’economia dell’Unione. L'Europa non è mai esistita è morta prima di nascere quando la Francia si è opposta alla costituzione dell'esercito europeo.
Alla luce del totale fallimento, fin qui collezionato dai vertici europei verso la realizzazione dell’unificazione politica, per non provocare una tragedia umanitaria, saranno ora costretti a intervenire in fretta e abbandonare definitivamente il progetto della costituenda Unione Politica. Infatti, fin dalla costituzione del mercato unico europeo, si poteva notare che al disegno politico per la costituzione dell’Europa Unitaria si contrapponevano invece gli interessi dell’Est e dell’Ovest in quanto, la minaccia di una Europa troppo forte da un lato avrebbe potuto intercettare i mercati commerciali dell’Est europeo mentre dall’altro, per la concorrenza determinata sui suddetti mercati, avrebbe causato ingenti danni commerciali agli Usa. Insomma, la crisi economica partita dagli Stati Uniti potrebbe essere stata volutamente causata da un sistema finanziario internazionale che, proprio a causa delle volontà degli Stati Europei di costituire una vera Europa politica, hanno intravisto invece nella stessa Europa, prima ancora di una opportunità, la minaccia di una posizione dominante commerciale sui mercati vergini di tutto l’Est.
Immigrazione dovuta anche alla Cina che sta “comprando” milioni di ettari di terra in Africa
Renzi ha spedito la sua ragazza immagine, la Boschi, in Congo, per  portarci un altro po’ di Africa in Italia. Ne sentivamo il bisogno.
Si tratta dei cosiddetti bambini congolesi adottati da famiglie pugliesi. Inutile ripetere che si tratta di egoismo allo stato puro, quello di strappare dei bambini al loro ambiente naturale. E si tratta anche di un danno alla società ospitante. che si ritrova elementi estranei che, un giorno, creeranno problemi. A se stessi, e a chi li circonda.
Perché come ebbe a dire Sharon: poi, crescono. Molto meglio le adozioni a distanza, per loro e per noi. Ma non per le foto opportunità della Boschi.
Nel 2012 il gap tra italiani di rientro dall’estero e quelli in uscita dall’Italia è stato di circa 37mila unità: potremmo chiamarli emigranti, visto che, fino all’anno precedente, la differenza era quasi pari a zero.
Il numero di emigrati italiani – scrive l’Istat nel rapporto – è pari a 68.000 unità, il più alto degli ultimi dieci anni, ed è cresciuto del 35,8% rispetto al 2011. “.
L’aspetto demenziale di tutta la faccenda, è che nel frattempo, la differenza tra stranieri entrati e quelli usciti dall’Italia è positiva di 283mila unità: un Paese dal quale i suoi cittadini se ne vanno, intanto ‘accoglie’ centinaia di migliaia di immigrati che vengono a fare concorrenza ai disoccupati italiani. E’ demenziale. E criminale.
Tutto questo non interessa i sindacati.

Ed è evidente che, più immigrati entrano, più italiani saranno costretti ad espatriare perché non in grado di trovare un lavoro decente per un salario decente.

venerdì 15 aprile 2016

"SUNGU RUMENO"

di Paolo Pellicciari

Nell'antica Roma per attraversare ponte Milvio bisognava pagare il pedaggio. Un soldo per i romani e quattro soldi per i forestieri. 

Mentre cittadini passavano sul ponte dichiaravano “So' Romano, So' Romano e passavano pagando un soldo. Un forestiero per non pagare il pedaggio dichiara “Sungu Rumeno” e fu costretto a pagare quattro soldi.

Sono rimasto scioccato della notizia di questi giorni, che riguarda una situazione a dir poco incredibile. 

Un poveretto lascia l'ospedale dopo una degenza di quindici giorni. Recatosi a casa la trova occupata da una famiglia di Rumeni. 

Il “poveretto”, altro non può fare che chiedere l'intervento della forza pubblica per far sgombere l'appartamento. 

Giunti sul luogo, gli agenti hanno accertato che all'interno dell'appartamento risiedeva una famiglia di Rumeni, composta da padre, madre e una bambina. 

Dopo di che, gli agenti non hanno potuto liberare l'appartamento, e riconsegnarlo al legittimo assegnatario, vista la presenza di un minore. 

Così, il malcapitato inquilino, si è trovato a dormire “All'Hotel Senzatetto” della stazione con tutti i problemi postumi del ricovero.

Eppure l'art. 14 della Costituzione dice che il domicilio è inviolabile che non si possono eseguire sequestri o perquisizioni, se non nei casi e nei modi stabiliti dalla legge, secondo garanzie prescritte per la tutela della libertà personale. 

Alcune leggi speciali regolano le ispezioni a fini economici e fiscali.
Restringendo l'analisi al territorio nazionale, occorre evidenziare come nella Carta Costituzionale italiana vi sia una specifica tutela del diritto all'abitazione. 

Tuttavia, in alcuni articoli, emerge un chiaro riferimento a valori riconducibili al diritto alla casa, la quale, viene concepita come elemento essenziale per garantire lo sviluppo della persona umana. 

L'abitazione infatti viene vista come strumento di propagazione di tutti gli altri diritti fondamentali dell'individuo, permettendo di renderli validi e significativi.

La storia si ripete, la frontiera italiana è come la storia di Ponte Milvio “sono italiano: avanti” Sono Rumeno, si “accomodi” quale destinazione? 

A Roma. Sa l'indirizzo d'arrivo? No! Che preferisce un campo nomadi o un appartamento? 

Un appartamento. Bene, a Via della Fotanella n° 18. Può attendere? Guardi, all'interno 5 dell'indirizzo si è liberato un appartamento, l'assegnatario è ricoverato in ospedale, se dovesse morire lei occupa l'appartamento senza problemi. 

Altrimenti quando arriva la forza pubblica manda via l'assegnatario e “voi” prenderete possesso dell'appartamento.

Eppure l'art. 29 della Costituzione sancisce proprio il riconoscimento dei diritti della famiglia società naturale.

Vengono così individuati un'ampia rosa di diritti tra i quali anche il diritto alla casa.

E la Costituzione Italiana? E i diritti degli Italiani?

La casa è “sacra” come Una Chiesa, Una Moschea, Una Sinagoga. In una casa c'è la storia, la tradizione, i ricordi, il centro della Famiglia. Tanto che per accedere serve un mandato del magistrato. 

La casa è un diritto che non possono essere cancellato da “un'invasione” di cui si cominciano a vedere le finalità.

Uscire da casa al mattino con la preoccupazione che al rientro ci si possa trovare con la casa occupata a causa dalle occupazioni selvagge che mettono in discussione il diritto di proprietà. 

L'occupante cambia il nome sul campanello, sulla cassetta della posta e l'occupazione è compiuta.


Mi domando quale futuro ci aspetta.

sabato 19 marzo 2016

“RIMETTIAMO” SUL “TRONO” IL POPOLO SOVRANO

Alfio Marchini, l'uomo del futuro


Di Paolo Pellicciari


Scusi! Avete visto il Centro Destra?

Nel panorama politico romano, non vedo all'orizzonte, persone di “spicco” che potessero rappresentare il punto di riferimento politico per realizzare quel rinnovamento morale e ideologico, che da troppi anni il popolo aspetta.


Il “i dirigenti del centro destra si “scontrano” sulla leadership per la “conquista” del primo cittadino in diversi importanti comuni i Italia. Anche Roma non è immune dal conflitto per la leadership per la conquista dello scranno di primo cittadino della città di Roma. “Duma Romae Consulitur Secundum Expugnatur” 


Il popolo non può aspettare l'esito della diatriba in atto e non può continuare essere l'elemento perdente anche per le prossime elezioni comunali di Roma


Avendo ascoltato i discorsi di Marchini, credo che il “popolo di centrodestra” si potrebbe benissimo riconoscere nella filosofia aggregante che sta divulgando, per avviare la politica del rinnovamento sul piano politico- economico- strategico. 


Il Centro Destra “orfano di un leader credibile “ Ciò non escluderebbe il sostegno del “popolo di centro destra”, votando compatti Alfio Marchini. al fine di ricomporsi in una identità filosofica di riferimento, in alternativa a quella al potere, che ha “cancellato” la sovranità popolare e la democrazia per un “Comunionismo Democrazzista”


Il disorientamento politico, si evince con la frantumazione “Ideologica e partitica” calata nel popolo, senza più punti di riferimento, dovuta anche dai risultati elettorali che hanno confuso l'elettore, che ha perso l'orientamento filosofico di riferimento, votando un partito al posto di un altro nella speranza di vedere il cambiamento da più parti auspicato ma non identificato filosoficamente. Come dire, “sono tutti uguali”


Oggi la politica, tradizionale, ha esaurito il suo compito a causa dei partiti in crisi di identità, lacerati all'interno da un dibattito confuso e rissoso, favorendo così il processo “Dittatoriale” in atto di cui Renzi è un protagonista assoluto.


Il Popolo Sovrano, da tempo è stato privato dalla sua sovranità. Anche l'Europa condizionata dal trattato di Maastricht sta alla ricerca di identità, “oppressa” dai Trattati Internazionali, che ne sono scaturiti che hanno tramutato la Democrazia in una Dittatura “Banchista” che sta “affamando” gli europei con la scusa del “debito”.


Non mi pare di vedere all'orizzonte un Leader credibile capace di amministrare Roma Forse è fantapolitica, se il Centro Destra votasse Alfio Marchini? Si potrebbe avere un Sindaco capace e moderato che potrebbe spostare l'asse ideologico più verso il centro che all'estrema sinistra.


Le cene ad Arcore, le manifestazioni unitarie, le foto dei tre leader: Berlusconi, Salvini e Meloni. non riescono a mettere in piedi un progetto politico per creare un'aspettativa di cambiamento ormai improcrastinabile. Forza Italia, Fratelli d'Italia, “cugini” della Francia, e “zii” della Germania e così via, tanto per sdrammatizzare, i partiti del Centro Destra, non li ho sentiti “urlare” per la riduzione di Sovranità Popolare, nella nomina di un Presidente del Consiglio che sta procedendo ad una rivoluzione “dittatoriale” e “oppressiva” nei confronti dei cittadini.


Con Renzi è iniziata in Italia l'era “del Comunionionismo Democrazzista”. Non sento il “centrodestra” prendere posizione sulla riforma costituzionale, che ridurrà il dibattito parlamentare da “Stati Generali”. Il centrodestra non riesce a mettere insieme un progetto filosofico e un leader credibile, che possa guidare la coalizione e il governo. 


Sono finite le stagioni dei congressi dei partiti e anche il Centro Destra ormai orbita in percentuali ridimenzionate. Mi domando che aspettano a organizzare un Congresso Unico per realizzare un progetto Filosofico Politico al passo con i tempi?


Berlusconi, non ha più i consensi di un tempo, non ha più il sostegno plebiscitario, leader di un partito dilaniato, disorientato e vuoto di contenuti e soprattutto di personalità. Alfano, Verdini nel “cammin di nostra via” sono diventati soccorritori Renzi nel compimento della “rivoluzione” economica – etnica che somiglia tanto al piano Kalergi.

Non sento parlare di un Progetto Costituzionale del centro destra. La conquista sociale con la Rivoluzione Francese, i Sudditi sono stai elevati allo stato di Cittadini (che è un'altra cosa) Con la politica “moderna” siamo tornati indietro da “cittadini a sudditi” 

Come popolo, siamo stati privati della “Sovranità Popolare  oppressi, abbiamo paura dell'avviso di una raccomandata viviamo nel terrore del “domani”. In Italia ci sono circa 13 milioni di poveri alla disperazione. 13 milioni di poveri che non potranno accedere ai sevizi sanitari, ad una giusta alimentazione ecc. ecc. mi domando, in quale Italia la nostra classe politica ci ha ridotto a vivere . 

In alternativa leggiamo sui giornali ogni giorno del mal costume della corruzione, o spese folli come “aereoplanoni e mega grattacieli” quando una popolazione di 13milioni di cittadini versano in povertà . Da quinta nazione più industrializzata del mondo, siamo dispersi nella classifica mondiale dei paesi industrializzati.

Allora? Bisogna rimettere sul “Trono” il Popolo Sovrano. Dobbiamo ricominciare a parlare di libertà dividendo la platea elettorale in due aree di destra e di sinistra scegliendo i le aree e i candidati tramite l'istituto delle primarie garantita dal sigillo di Stato. Le primarie debbono svolgersi per area, dove anche più leaders si contendono il primato, 

Ma solo due si potranno contendere la scranno di primo ministro. Per evitare i “voltagabbanismo” necessita di una norma che vieti di cambiare lista politica indiscriminatamente. Le dimissioni da un partito equivale alla decadenza dall'incarico qualunque sia e verrà sostituito dal primo dei non eletti. 

Serve un Senato Costituzionalista che eserciti il controllo delle leggi approvate dal Parlamento che abbiano i fondamenti di costituzionalità, nel caso respingerle. Necessita la istituzione dei Comitati di Controllo con le funzione di controllore delle delibere emanate da Comuni, Provincie e Regioni. Per concludere un accenno sulle Primarie. 

I candidati debbono essere espressioni della aree politiche di appartenenza. I seggi delle Primarie debbono essere allestiti da parte dei Comuni con tanto di scrutatori, che garantiscono l'esito e la correttezza del voto espresso dai cittadini. Brogli o contestazione oggi non danno della volontà popolare. Dopo di che i due eletti dalle due aree si contenderanno lo scranno di Presidente del Consiglio e la Maggioranza Parlamentare. Che ci vuole?

Frascati 19/03/2016