domenica 19 ottobre 2008

FRASCATI, UN VINO NOBILE DIFESO DA UNA 'GUARDIA NOBILE'

Frascati - "Il vino Frascati è "difeso" da un corpo di "guardie nobili" eredi difensori di un prodotto che generazioni di custodi hanno consentito di millennio in millennio di farlo arrivare fino ai nostri giorni. Vi ricordate il film "il Marchese del Grillo" interpretato dal compianto Alberto Sordi? In Una scena vediamo il Papa ( Paolo Stoppa ) convocare la Guardia Nobile a Sua difesa, visto l’imminente arrivo dei Francesi. Un cast di attori più o meno malandati, ottuagenari costituivano il corpo della Guardia Nobile del Papa che avrebbero dovuto difenderlo.

Le 'guardie nobili'
"A Frascati una pletora di addetti "bruciati" dal sole, ultra sessantenni, che con nobiltà e sacrificio continuano sopra le forze a lavorare le vigne con tecniche di lavoro millenarie, per difenderle dal cemento e dalla speculazione "vergognosa" protratta dagli imbottigliatori. Non è esagerato definirli Guardia Nobile se non martiri. Quanti sono morti in campagna, anche malati andavano alla vigna perché c’era sempre qualcosa di urgente da fare.
"A tal proposito vorrei citarne un esempio che la dice lunga sulla speculazione di cui sono oggetto i viticultori al pari di altri agricoltori. Per la vendemmia 2007 un noto Imbottigliatore decise di convocare tutti i conferenti per realizzare un progetto qualità. L’iniziativa no poteva che suscitare plauso, tanto che proposi una sorta di "organizzazione " parallela per la formazione del personale, la gestione dei trattori, e quanto ancora necessitava per integrare l’attività viticola con quella vinicola una sorta di "corpo" unico tra viticultore e vinificatore.

Obbiettivo qualità !
"L’agronomo messo a disposizione dall’imbottigliatore ha seguito e consigliato i trattamenti al fine di ottenere uve di qualità. Al momento della vendemmia c’è stata la selezione delle uve e distribuite in comparti diversi a seconda della gradazione e delle qualità. Ciò a significare che le uve migliori generano un vino di qualità superiore di conseguenza venduto a prezzo più alto di un vino generato da uve mediocri. Le uve al viticultore vengono pagate tutte allo stesso prezzo, bune o cattive che siano.
Tradotto in chiave economica una bottiglia di qualità può essere venduta franco cantina a 3 € di cui 75 cent. rappresentano il costo dell’uva. In pratica l’imbottigliatore guadagna 1€ mentre il viticultore con 75 cent. di € lavora le vigne e consegna le uve in cantina. Pagate contanti? No il 50% a dicembre e il restante a giugno.

"E’ speculazione questa?
Penso di si, o è peggio. Nessuno si chiede il perché del silenzio della classe politica sulle problematiche dell’agricoltura italiana.....
"Non posso non ricordare Bonomi, e le battaglie a favore dell’agricoltura. All’epoca i rappresentanti degli agricoltori sedevano nei Consigli Comunali e nel Parlamento. Altri tempi. Mi piacerebbe sapere quali proposte scaturiscono dai dirigenti della ConfAgricoltura e dalla Coldiretti. E Quali sono i progetti a difesa dell’agricoltura italiana.
Da qui la mia solidarietà a tutti gli agricoltori che in questi giorni stanno manifestando per far valere i propri diritti ma perderanno la battaglia, perché in prospettiva non ci sarà il ricambio generazionale. La Guardia Nobile dell’agricoltura. Quale "giovane" intraprenderà un’attività per arricchire i trasformatori? Da che è mondo è mondo, il centralismo economico ha sempre generato fame."

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