mercoledì 18 febbraio 2015
lunedì 26 gennaio 2015
GLOBALIZZAZIONE E DIO DENARO
E'
INIZIATA LA “DECOMPOSIZIONE DELL'EUROPA UNITA”
Di
Paolo Pellicciari
26/01/2015
Il
“fermento” di alcune Nazioni aderenti alla U.E. A causa del
perdurare di una crisi economica senza fine, che suscitando una
fondata preoccupazione sul futuro dell'Unione Europea.
La
storia si ripete, stiamo assistendo impotenti alla riedizione della
fine di un “impero”, quello Romano. Da qualche anno a questa
parte, stiamo vivendo lo stesso clima politico e sociale che ha
caratterizzato la caduta dell'Impero Romano.
Molti
storici, compreso Monsen, si sono domandati come poté, l'Impero
Romano in pochi decenni, sprofondare nelle tenebre del medioevo? Le
cause, come si è propensi a ritenere oggi, furono molteplici. Dopo
il lungo periodo di pace (dal 30 d.C. al 192 d.C.) iniziarono le
guerre civili, gli eserciti romani tornarono a scontrarsi tra loro,
proprio durante il III secolo, mentre carestia, pestilenza endemica e
attacchi barbarici alle frontiere, rendevano già critica la
situazione. La grande crisi militare del (235-285 d.C.) che
destrutturò l’esercito, fu caratterizzata da imperatori effimeri,
provocando una serie interminabile di guerre civili che permise ai
barbari di invadere molte province dell’Impero Romano.
Quasi
tutti gli storici, sono concordi nel dare grande importanza ai
movimenti che hanno caratterizzato la società antica, prodottisi già
durante il periodo (31 a.C.-235 d.C.), accentuatisi drammaticamente
nel periodo dell’anarchia militare (d.C 235-285) e divenuti
inarrestabili durante il periodo (d.C 285-476) e, in particolare,
nell’ultimo secolo dell’impero d’Occidente.
Tra
le cause ci sono state i mutamenti climatici, le migrazioni
barbariche. Nel III°, IV° e V° secolo il clima
dell’Asia centrale divenne più ostile alle tribù di nomadi dedite
alla pastorizia. Dette tribù, cercarono nuovi pascoli e si spinsero
verso sud-ovest. I cacciatori-coltivatori abitarono nelle foreste
intorno ai grandi fiumi dell’Europa orientale generalmente Germani.
L'etnia Germana penetrò entro i confini dell'Impero Romano in cerca
di sussistenza, dapprima come immigrati questuanti, poi come
invasori. Le popolazioni barbariche al di là del confine
romano, erano sostanzialmente appartenenti a tre gruppi: i Germani
stanziali “Sassoni” tra il basso corso dell’Elba e il mare del
Nord, “Juti” e “Angli” nella penisola dello Jutland,
“Franchi” tra l’Elba e il Reno, “Burgundi” tra il Reno e il
Meno, “Svevi-Alemanni” tra Reno, Meno e Danubio, “Marcomanni”,
“Bavari” e “Quadi” tra il Danubio e l’alto corso dell’Elba;
i Germani migranti Goti, Gepidi, Eruli e Rugi dalla Scandinavia fino
al Mar Nero e ai Balcani, Longobardi dalla Scandinavia all’Europa
centrale, Vandali dalla costa meridionale del Baltico alla Spagna e
al Nord Africa; i non-Germani a loro volta migranti iranici e
asiatici: Alani del Caucaso, Sarmati, Iranici, Unni mongolici, ecc.
Nel
V° secolo anche i Germani stanziali divennero migranti in direzione
della Gallia, della Spagna e della Britannia. Vi erano poi gruppi
minori (i Pitti della Scozia e gli Scoti tra Irlanda e Scozia in
buona parte di origine celtica; i Berberi dell’Atlante, i Beduini
Berberi del Sahara e le tribù arabe tra il Giordano e il basso corso
dell’Eufrate).
La
spinta dei nomadi provenienti dalle steppe e la creazione di
confederazioni barbariche molto più forti e organizzate delle tribù
del I secolo a.C. lungo le rive orientali e settentrionali di Reno e
Danubio ebbero un ruolo importante nella crisi finale dell’impero
romano. Così come l’aggressività del nuovo impero persiano che, a
partire dal 230 d.C., obbligò l’esercito romano a stanziare
ingenti forze nel Medio Oriente.
Le
pestilenze della
seconda metà del II secolo, ricomparse dopo 700 anni di assenza
dall’Occidente dal tempo della peste di Atene. L’epidemia spopolò
città e campagne con contrazione della produzione agricola e
successive carestie rendendo più difficile la leva militare proprio
mentre i barbari premevano alle frontiere.
La
convivenza tra etnie umane diverse, ha sempre imposto alle parti a
confronto problemi difficili, anzi, la tentazione a risolvere le
divergenze con la violenza, se è vero, che circa trentamila anni fa
l'uomo di “Cro Magnon” avrebbe eliminato completamente il
competitore “Neandertal” dopo una convivenza di circa 60.000 anni
e per più di 10.000 anni in Francia.
Nello
stesso periodo (III secolo) si svalutò pesantemente la moneta
provocando una inflazione molto rilevante che ebbe come conseguenze
povertà, malcontento e rivolte come quella in Gallia dei contadini
Bagaudi.
Il
diminuito afflusso di schiavi conseguente alla fine delle guerre di
conquista all'inizio del II secolo, provocò una carenza di mano
d’opera tale, che, alla fine del III secolo, il Governo fu
costretto a rendere ereditario il lavoro agricolo. Contemporaneamente
divennero ereditarie anche le cariche, particolarmente onerose di
decurione consigliere municipale, responsabile anche della raccolta
delle tesse e di altri addetti ai servizi pubblici.
Pressione
burocratica e fiscale, all'epoca modestissima
al contrario di quella odierna,
accompagnata da leggi vessatorie che obbligavano i figli a continuare
il mestiere dei padri;
La
crisi demografica. Ebbe
come conseguenza un rapido ricambio delle classi dirigenti. Sia le
grandi famiglie di origine patrizia, sia quelle plebee, si
estinguevano nel giro di poche generazioni e al loro posto subentrava
gente aliena alla cultura romana. La crisi demografica dell’Occidente
fu causata sia da problemi pratici pestilenze, guerre, invasioni,
senso di insicurezza, sia dall’ideologia della “castità” che,
a partire dal III secolo, non fu soltanto cristiana.
L'
emergente religione Cristiana, si contrappose radicalmente agli
ideali classici. Era intollerante ed esclusiva e predicava una sorta
di non-violenza diffondendo un’ideologia remissiva che contrastava
con le necessità di difesa e di organizzazione civile in un momento
molto difficile per l’impero. Inoltre prediligeva la “castità”,
inducendo molti adepti a non sposarsi contribuendo così alla crisi
demografica già colpita da pestilenze, guerre civili e difficoltà
sociali. La Chiesa Cristiana, molto bene organizzata e, dal III
secolo anche molto ricca, creò una specie di stato nello stato che,
a partire dal IV secolo divenne egemone anche politicamente. (Come ai
nostri giorni) Molti cristiani, soprattutto fino a quando l’impero
fu pagano, non volevano combattere contro i nemici mettendo al centro
l’esaltazione del martirio. La situazione iniziò a deteriorarsi.
Vi furono attacchi barbarici e autentiche invasioni. Marco Aurelio,
che era l’imperatore, fu costretto a combattere per molti anni
lungo il Danubio, a dispetto del suo spirito contemplativo e della
sua cultura filosofica. Oltre alle aggressioni barbariche, si
sviluppò una terribile pestilenza che per molti anni si riacutizzava
mietendo milioni di vittime addirittura un quarto degli
abitanti di tutto l’impero. Iniziò così la fine irreversibile
dell'Impero Romano.
La
Chiesa Cattolica onde evitare il diffondersi delle idolatrie in virtù
delle immigrazioni di diverse etnie avviò i processi della Santa
Inquisizione.
Nel
1231
papa Gregorio IX.
con la bolla Excommunicamus,
affidò il compito dell'Inquisizione a dei giudici nominati e inviati
da lui stesso che avevano, tra l'altro, il potere di deporre anche i
Vescovi qualora riscontrassero inefficienze nel loro operato. Il
ruolo di giudice inquisitore così sottratto ai vescovi fu affidato,
in un primo momento, a Monaci Cistercensi ai Frati Domenicani e ai
Frati Francescani. Gregorio IX rivestì, ad ogni modo, il ruolo
primario dell'intervento imperiale: l'eresia fu considerata reato di
lesa maestà, in quanto sulla religione cattolica si fondava
l'impero.
TRA
PASSATO E PRESENTE, CI SONO DELLE SIMILITUDINI CON LA CRISI EUROPEA E
LA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO
L'Europa
Unita, è stata costituita dopo al seconda guerra mondiale con
l'intento cdi creare un continente pacifico e collaborativo nelle
scelte economiche, politiche e sociali, con l'intento di dare vita
agli Stati Uniti D'Europa. All'ora, delle sette potenze più
industriali al mondo di cui cinque erano europee l'Italia al VI°
posto in graduatoria.
Gli
italiani dimostrarono grande statura ricostruendo l'Italia distrutta
dalla seconda guerra mondiale fino all' Oscar alla £ira per la
stabilità, e il conseguente Boom Economico. Cambiò il tenore di
vita degli italiani e degli europei raggiungendo un benessere
insperato fino al quel momento. Gli Stati uniti d'Europa una grande
potenza nel contesto mondiale che poteva fare concorrenza agli Stati
Uniti d'America e alle Repubbliche Sovietiche. Un sogno svanito, nei
meandri dell''Ideologia” della Demagogia, delle “Illusioni” e
dei movimenti studenteschi sessantottini.
Il
progetto globalizzazione ha bloccato lo sviluppo democratico e il
progetto “Stati Uniti d'Europa”.
Tanti
eventi hanno caratterizzato il periodo storico che va dal trattato di
Roma al trattato di Maastricht. Passando dal Concilio Vaticano II che
ha condizionato non poco le scelte politiche economiche e sociali in
una visione universale della Chiesa Cattolica.
Papa Wojtyla nella sua omelia di insediamento ha “aperto” le porte del mondo alla “globalizzazione”.
Non abbiate paura! Aprite,
anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà
aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli
politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non
abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo
sa! Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel
profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del
senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si
tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro
con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare
all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! Di vita eterna.
Il
progetto “Globalizzazione”, ha snaturato il ruolo delle Nazioni
aderenti, con la conseguente riduzione della sovranità degli Stati
nelle scelte politiche di competenza parlamentari a suffragio
popolare. In oltre i Trattati Internazionali stipulati dal dopoguerra
d oggi, che stanno, condizionano e limitano il ruolo dei parlamenti
dei paesi aderenti alla UE, ridotti al ruolo di ratifica dei trattati
che andranno a condizionare la vita dei cittadini Italiani e dei
paesi aderenti.
Il
Trattato di Maastricht, firmato il 7 febbraio 1992 a
Maastricht, dai dodici paesi membri dell'allora Comunità Europea,
oggi Unione Europea, che fissa le regole politiche e i parametri
economici necessari per l'ingresso dei vari Stati aderenti alla U.E.
Successivamente entrato in vigore il 1º novembre 1993. In
questo contesto anche se problematico, tra il 1989 e il 1990 la
Comunità fece passi avanti nell'unione economica e politica.
L'allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti osteggiò a
ragione il trattato di Maastricht perché non in linea con il
progetto Degli Stati Uniti d'Europa come previsto dai costituenti. Il
Trattato di Maastricht rivoluzionò il progetto europeo originario,
mettendo al centro il “Dio Denaro” dando così inizio all'epoca
delle privatizzazioni
e delle cartolarizzazioni. Sempre nel 1992 si da mandato alla Banca
d'Italia di governare la politica economica sganciandola dalla
politica. Come oggi la BCE è un soggetto privato al pari delle altre
Banche Centrali e del sistema bancario più in generale. Si da
inizio alla
svendita
del patrimonio industriale italiano a cominciare de quello dell'IRI,
decisione presa dopo la
“Crociera sul Britannia”. Oggi, quasi tutti i “croceristi”
sono seduti su “poltrone” di potere del sistema politico italiano
ed europeo. Allo stato attuale solo un crocerista, ancora in attesa
di “poltrona”.
L'Europa,
con l'apertura delle frontiere consentì la libera circolazione delle
persone, e delle merci all'interno della U.E. La libera Circolazione
interpretata delle persone ha favorito flotte di immigrati
multietnici senza controllo. Di questi giorni la notizia che si
“guadagna” meglio con l'immigrazione che con il traffico di
droga. La libera circolazione delle persone, ha mutato l'aspetto
etnico italiano dominante, ma di riflesso, si è creato uno stato
multiraziale e multi religioso. Come nell'Antica Roma,
l'immigrazione senza controllo creerà le stesse condizioni che hanno
provocato la caduta dell'Impero Romano. La natura non poteva rimanere
in disparte, nella speranza che l'EBOLA rimanga circoscritta.
Ma
anche multifinanziario dovuto alla libera circolazione dei capitali
dando occasione ai paesi Emergenti di acquisendo banche ed industrie
rendendoci sempre più poveri condizionando la qualità della vita
dei prossimi italiani ed europei.
Anche
il DIO DENARO con la scusa del debito ha avviato una sorta di “caccia
all'untore” leggasi “evasore fiscale” Tramite il sistema
fiscale, si è avviato una sorta di “laica inquisizione
fiscale” che non tortura le carni dei mal capitati, ma
produce ferite invisibili alla psiche, e allo spirito, del mal
capitato, già dall'arrivo della raccomandata. Se il mittente è
Equitalia il contenuto a volte genera disperazione dove spesso,
troppo spesso, assistiamo sgomenti a suicidi per la violenza con cui
si manifesta il “feroce e famelico” DIO DENARO.
Quale
futuro per l'Europa? Nemmeno la “Chiromante” con la palla di
cristallo lo può prevedere.
martedì 9 dicembre 2014
DAL CAOS FILOSOFICO ALL'INGOVERNABILITA'
DAL CAOS FILOSOFICO, ALL'INGOVERNABILITA', DALL'INGOVERNABILITA' ALLA “CORRUZIONE”
Di
Paolo Pellicciari
Martedì 9 dicembre 2014
NelL'Anno
Santo del 1950, il 9 maggio, con la dichiarazione di Schuman,
Ministro degli Esteri Francese, si da l'avvio al processo di
integrazione Europea. La dichiarazione, prospettò il superamento
delle rivalità tra Francia e Germania legate dalla produzione del
carbone e dell'acciaio grazie alla creazione di un'Alta Autorità per
la messa in comune delle riserve europee di tali materie prime. Con
la dichiarazione del “9 maggio” Schuman, pose le basi per la
futura Comunità Economica Europea.
La
fine della seconda guerra mondiale si instaura la democrazia. La
contrapposizione politica tra il vecchio P.C.I e la D.C si concluse
con la vittoria della D.C. di De Gasperi. De Gasperi ispirato dalla
Rerum Novarum, enciclica
emanata nel 1891 da Leone XIII, analizzando le
precarie condizioni degli operai nella società di allora fornendo le
possibili soluzioni, per una giusta mediazione tra le parti,
garantendo i diritti e i doveri sia alla classe operaia che
imprenditoriale, evitando forma improprie di difesa attraverso le
idee rivoluzionarie, di invidia ed odio tra le classi sociali. De
Gasperi impostò la politica economica basata sul “Laissez Faire”,
dando avvio alla libertà di espressione che portò gli italiani al
Boom Economico. Gli italiani dimostrarono di essere un grande popolo,
in “pochi” anni furono in grado di far risorgere l'Italia dalle
macerie della seconda guerra mondiale. Il sistema politico
meritocratico di certo “antistatalista” fondato sulla libertà,
(“Libertà” un vocabolo senza aggettivi) ispirata dalla Rerum
Novarum, l'Enciclica per chi scrive, ancora attualissima, diede il
“la” alla politica economica che cambiò la vita degli italiani,
che cambiarono il tenore di vita passando dal “somaro” alla
“600”. ( anche Monti ebbe la presunzione di cambiare la vita
degli italiani, ma, voleva la “rottamazione” della “600” e
sostituirla con il “Somaro”)
Tanto
che nel 1960, la Lira viene premiata dal Financial Times con l'Oscar
per le stabilità grazie al governatorato della Banca D'Italia di
Donato Menichella.
Nel
1959 Nasce la “Nuova Sinistra” in Italia e in
altri Paesi occidentali, per indicare l’insieme dei movimenti e dei
gruppi politici di sviluppatisi fra gli anni 1960 e 1970, al di fuori
e spesso in contrapposizione alle organizzazioni tradizionali della
sinistra.
Mi
ricordo, gli echi dell'iniziativa in preparazione del Concilio del
Card Tardini che scrisse ai Vescovi per “sondare” preventivamente
l'orientamento che i padri Conciliari avrebbero dovuto seguire nel
dibattito Conciliare.
Il
25 gennaio del 1959 Papa Giovanni XXIII annuncia il Concilio Vaticano
II conclusosi nel 1965, il 24 novembre, viene emanata la Costituzione
Dogmatica della Chiesa. Di cui riporto il primo punto.
“Cristo
è la luce delle genti: questo santo Concilio, adunato nello Spirito
Santo, desidera dunque ardentemente, annunciando il Vangelo ad ogni
creatura, illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che
risplende sul volto della Chiesa. E siccome la Chiesa è, in Cristo,
in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento
dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano,
continuando il tema dei precedenti Concili, intende con maggiore
chiarezza illustrare ai suoi fedeli e al mondo intero la propria
natura e la propria missione universale. Le presenti condizioni del
mondo rendono più urgente questo dovere della Chiesa, affinché
tutti gli uomini, oggi più strettamente congiunti dai vari vincoli
sociali, tecnici e culturali, possano anche conseguire la piena unità
in Cristo”.
Dopo
la chiusura del Concilio non si “masticava” bene tra i prelati
della curia degli conciliari.
Qualcuno
mormorava “pascoleremo” il gregge in pascoli aridi. Qualche altro
criticava la posizione del sacerdote sull'altare. In sintesi, i
risultati del Concilio non son stati accolti tanto bene dagli addetti
ai lavori. Gli esiti del “Concilio Vaticano II” furono piuttosto
controversi, molti non gradirono lo spostamento a “sinistra”
della Chiesa, credo, anche sotto gli echi dei scalmanati movimenti
giovanili piuttosto agitati che imperversavano nelle università e
nelle piazze con slogan che incitavano alla protesta.
Nacquero
in tutta Europa i movimenti rivoluzionari del “sessantotto”,
neanche lo Stato Pontificio non fu immune dalla contestazione
sessantottina.
Il
Sessantotto, è stato un movimento sociale e politico ancora oggi
controverso: molti sostengono che sia stato il movimento che ci ha
portato ad un mondo “utopicamente” migliore e molti altri
sostengono invece il contrario, ovvero che sia stato un movimento che
ha spaccato e distrutto la moralità e la stabilità politica
mondiale fondata su valori “di libertà”.
La
contestazione giovanile ha avuto il suo culmine nel Maggio
Parigino del '68
designando
in maniera globale l'insieme dei movimenti di rivolta verificatisi in
Francia nel maggio-giugno 1968. Detti movimenti, hanno costituito un
periodo ed una cesura significativi nella storia contemporanea
francese, ed europea, caratterizzato da una vasta rivolta spontanea,
di insieme sociale, politico e anche filosofico, indirizzato contro
la società tradizionale, il capitalista di impronta americana e
potere Gollista. I giovani cominciarono a gridare Scatenati
guillotine, guillotine, guillotine, la CGIL francese preoccupata
della degenerazione della protesta, fece scendere in sciopero gli
operai francesi che placarono gli animi fino a far scemare le
contestazioni giovanili. Gli eventi del “68” restano il più
importante movimento sociale della storia Francese ed Europea del XX
secolo.
Negli
anni immediatamente successivi al Concilio, Papa Paolo VI e i suoi
successori dovettero infatti fare i conti con una profonda emorragia
di sacerdoti e religiosi che interpretarono l'attenzione al mondo in
maniera diversa dall'effettiva dottrina della Chiesa. Prese forza il
movimento dei “preti operai”, già attivo dal secondo dopoguerra
in Francia, ma che dopo il Concilio trovò nuovo vigore, grazie anche
all'approvazione da parte dello stesso Paolo VI di tale pratica,
precedentemente ritenuta illegittima da Pio XII e Giovanni XXIII.
Nacquero le “ Comunità Cristiane Di Base” le quali, soprattutto
in Sud America, testimoniarono la vitalità delle Chiese locali che
assunsero una dimensione assai rilevante che dura ancora oggi. Sempre
in America Latina, molti teologi seguaci della teologia della
liberazione, abbracciarono la lotta marxista. Da parte opposta,
Monsignor Lefevre rifiutò invece la riforma della liturgia ed altri
pronunciamenti di "apertura" del Concilio, tra cui quelli
sull'ecumenismo, ponendosi di fatto in una situazione di rottura con
la Chiesa di Roma.
Si
da avvio, all'era “Comunionista” meglio conosciuta come
“Compromesso Storico”, basato economicamente
sull'Economia Sociale di Mercato in sostituzione dell'economia
tradizionale basata sul lavoro anche individuale e imprenditoriale.
Al
contempo si frantumano le formazioni politiche in diversi partiti e
partitini creando “confusione filosofica” che genera le più
disparate maggioranze politiche.
A
partire dal 1970, si mettono le basi di una lenta e progressiva
“rivoluzione” economica e sociale caratterizzata dalla crisi
petrolifera, l'applicazione di una nova tassa sui consumi “l'IVA”
una “mina” vacante che destabilizza i valori tradizionale delle
merci, non solo, inizia l'espansione delle catene di supermercati,
che iniziano radicarsi sul territorio fino all'abrogazione della
legge 426 del 11 giugno 71 Relatore on Aliverti con la consulenza del
sottoscritto. La legge venne abrogata i primi anni 90 con l'entrata
in vigore del trattato di Maastricht. Il Trattato di Maastricht
prescrive espressamente che la politica economica degli Stati membri
sia conforme ai principi di un'economia di mercato aperta e in libera
concorrenza. La potente lobby della G.D.O. per non pagare le
licenze, “ottiene” liberalizzazione del commercio, decretando una
lenta e inarrestabile agonia e della piccola distribuzione residente
nei centri storici. A seguire, una nuova ondata di liberalizzazione
del commercio mondiale, anche attraverso accordi e istituzioni
internazionali appositamente concepite a partire dal GATT
finalizzate all'abolizione progressiva delle barriere al commercio
internazionale, e all'istituzione di un “capitalismo selvaggio”
senza confini dove è in discussione il “Made In....”
IL
GATT
è il “Sigla (dall'inglese
General Agreement on Tarifs and Trade)
con la quale è noto l'accordo generale sulle tariffe e sul
commercio, concluso a Ginevra nell'ottobre del 1947. Con il GATT si
da inizio ad una serie di accorsi internazionali di seguito WTO,
GATS, ITO, ICE, UMCIAD, DSU, BW, AMF, OCM, TISA, TTIP,
( Transatlantic
Trade and Investment Partnership )
tradotto “Partenariato
Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti”
Quest'ultimo trattato molto controverso. Se il progetto avrà
successo, sarà la più grande area di libero scambio esistente,
poiché UE e USA rappresentano circa la metà del PIL mondiale e un
terzo del commercio mondiale. L'accordo potrebbe essere esteso ad
altri paesi con cui le due controparti hanno già in vigore accordi
di libero scambio, in particolare i paesi membri della Nort American
Free Trade Agreemente (NAFTA)
e dell'Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA). Organizzazioni
para bancarie create per l'acquisizione dei beni e servizi delle
nazioni aderenti al sistema globalizzato.
Quanto
ai rapporti tra GATT
e Comunità Europea prima, ed Unione Europea poi, sono regolati, nel
diritto comunitario, dall'articolo 113 del Trattato di Roma (come
successivamente modificato dal Trattato di Maastricht il quale
attribuisce all'Unione Europea una competenza
esclusiva in
materia di politica commerciale comune, fondata su principi
uniformi, specialmente per quanto concerne le modificazioni
tariffarie, e la conclusione di accordi tariffari e commerciali,
l'uniformazione delle misure di liberalizzazione, la politica di
esportazione, nonché le misure di difesa commerciale, tra cui quelle
da adottarsi in casi di “dumping” e di sovvenzioni. Con
“dumping” si indica, nell'ambito del diritto, una procedura di
vendita di un bene o di un servizio su di un mercato estero ad un
prezzo inferiore rispetto a quello di vendita del medesimo prodotto
nel mercato di origine.
L'Organizzazione
Mondiale del Commercio (OMC), conosciuta
anche con il nome inglese di World
Trade Organization (WTO),
è un'organizzazione internazionale creata allo scopo di
supervisionare numerosi accordi commerciali tra gli stati membri. Vi
aderirono, a luglio del 2008, 153 Paesi a cui si aggiungono 30 Paesi
osservatori, che rappresentano circa il 97% del commercio mondiale di
beni e servizi. La “globalizzazione” Le vendite in “dumping”
sono
state disciplinate dalle norme internazionali antidumping (che
sono state incluse progressivamente nell'ambito del General
Agreement on Tariffs and Trade (GATT
1947) e
che pertanto, oggi sono previste dall'Organizzazione
Mondiale del Commercio,
ma sono altresì contemplate dal Diritto Comunitario a tutela della
libera concorrenza in quanto capaci di determinare gravi distorsioni
sul mercato di importazione e di attribuire un vantaggio di base
all'impresa importatrice nei confronti degli altri soggetti
(produttori o esportatori) che operano nel mercato di importazione
per lo stesso bene o servizio.
Nel
settembre del 1978 Papa Luciani in una delle poche udienze
pubbliche si dichiarò contrario alla proprietà privata
schierandosi all'estrema sinistra dello schieramento politico
tradizionale ecclesiastico. Dando all'ermeneutica del Concilio una
posizione penalizzante nei confronti della cultura, delle arti dei
mestieri esercitati dai Credenti.
Nella
“palude”
di degli accordi internazionali si nasconde una “feroce” forma di
capitalismo
d'assalto
senza controllo che porterà alla “schiavizzazione” delle nuove
generazioni. Un capitalismo che specula su tutto, anche su gli
alimenti per la sopravvivenza alimentare dell'umanità per me non è
capitalismo. E' “sciacallaggio” economico. Un capitalismo che sta
centralizzando tutta l'economia creerà schiavismo “selvaggio”
tanto selvaggio da appropiarsi anche della micro economia frutto di
risparmio e di lavoro per garantire un futuro ai figli e per le
emergenze della vita. Ho la sensazione che tutto questo faccia parte
di una strategia preordinata che con la scusa del debito stanno
centralizzando le proprietà dello stato e successivamente quelli dei
cittadini. Da qui forse l'invito alla “povertà” predicata da
Papa Francesco A meta degli anni 80 comincia una graduale impennata
del debito pubblico italiano che dando inizio alle privatizzazioni.
Tanto che già nel 1992 comincia il processo di “privatizzazione”
del patrimonio pubblico italiano concordato complice una crociera
panfilo Britannia. I “croceristi del Britannia” oggi presidiano
le cariche più importanti dello Stato italiano e della UE. Mancano
solo o Prodi o Amato alla carica di Presidente della Repubblica
chiudendo il “cerchio” per un possibile progetto “dittatoriale”
economico politico a dimensione internazionale. Non si riesce a
capire, come mai, nonostante tutto il patrimonio alienato, e la
estrema pressione fiscale, continui a crescere il debito pubblico.
Non credo di scrivere eresie, se penso che c'è tutto un disegno
preciso per accaparrarsi il patrimonio pubblico degli stati
occidentali da parte di un organismo “Ombra” di cui non si
conoscono i connotati. Inoltre la “speculazione” sta acquistando
intere Regioni in paesi sottosviluppati per acquisire le ricchezze di
superficie e sotterranee, ribaltando il principio della “concessione”
a favore della proprietà. Il rovescio della medaglia è
rappresentato dai flussi migratori causati dai nuovi “padroni”
che non gradiscono “estranei” nelle loro proprietà acquisite con
il “vile” denaro. Questo tipo di speculazione, sta livellando
l'economia dei cittadini ridotti in povertà con il contraltare di
una “nomenclatura” sempre più ampia e ad alto reddito sovente di
natura “discutibile”. E' di questi giorni la scoperta della
vergognosa speculazione sulla pelle degli immigrati perpetrate delle
cooperative addette alla cura degli immigrati. Non escludo che nel
prossimo futuro un nuovo “ordine mondiale” possa stravolgere
l'organizzazione governativa operante all'interno dei confini
nazionali che conosciamo. Cambierà il sistema di vita, dei popoli.
Il mondo non sarà governato dalle leggi dettate a Mosè dal Dio
creatore del cielo e della terra, ma dal “Dio Denaro” senz'anima
“affamato” di una vorace e insaziabile ricchezza. Ho il grande
sospetto che la battaglia finale sarà a favore del Dio Denaro Un
ordine mondiale, dove il mondo occidentale dovrà pagare un prezzo
più alto, a causa del vortice del “presunto” indebitamento,
complice una classe politica “inetta” e “asservita” e perché
no, anche “corrotta”. Il nuovo sistema economico gestito da
“poteri occulti” tutti da identificare, hanno prodotto accordi
internazionali, proposti e gestiti da politici o sedicenti tali, che
ci hanno portato al tracollo finanziario soprattutto del mondo
occidentale. Prendiamo il caso della Grecia, una popolazione di circa
11.milioni di abitanti, pari al 2,2% della popolazione europea che è
di circa 730 milioni di abitanti? Credo di no. Allora? Quel giorno (
il 9 maggio del 50) al Quai d'Orsay di Parigi nel Salon de
L'Horologe, Schuman propose il progetto di unità delle nazioni:
Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemdurgo, e Paesi
Bassi. Da qui nacque G7. Ovvero sette nazioni avevano il sistema
industriale più potente del mondo. Oggi l'economia è distribuita
nel G 20 causando pianificazione in basso dei renditi individuali
vittime anche dell'”oppressione fiscale”. In sintesi i paesi
emergenti applicando senza volerlo la politica economica dettata
dalla “Rerum Novarum” stanno crescendo economicamente. Mentre il
mondo occidentale post Conciliare “affonda” drammaticamente in
una “crisi” senza fine. Cito una frase attribuita a Papa Paolo
VI, da Alessandro Gnocchi e Mario Palamaro nel loro libro “La
Bella Addormentata” Si
credeva che dopo il Concilio, sarebbe venuta una giornata di sole per
la storia della Chiesa. E' venuta invece, una giornata di nuvole, di
tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza”
Posso azzardarmi a scrivere che ha avuto una lungimirante previsione.
Dagli
anni 60 in poi, nella chiesa, chiunque si è alzato a contestare
l'autorità e la gerarchia è stato accolto come “profeta”da un
popolo di Dio entusiasticamente inclinato al “tumulto”. (ndr)
Un
fenomeno inedito per proporzioni diffusione e virulenza che ha
portato Paolo VI a parlare di “Fumo di Satana entrato nel tempio di
Dio”. Giovanni Paolo II di “apostasia silenziosa”, e Benedetto
XVI di “sporcizia nella Chiesa”
Anche
Marcello Pera e l'allora Cardinale Joseph Ratzingher, poi Papa
Benedetto XVI, scrissero un libro “Senza Radici” (Europa,
Relativismo, Cristianesimo, Islam) abili “fotografi” della realtà
attuale in tutto il suo complesso. Come se l'umanità dovesse essere
“sradicata” dalle proprie abitudini e “trapiantarla” in un
altro habitat di cui non si conosce il grado di fertilità.
Attecchirà?
Papa
Francesco “integralista” post “conciliare” vuole una Chiesa
Povera per i Poveri. Con l'impoverimento del ceto medio si è
ampliato il tessuto sociale nella povertà, che vive nell'umiliazione
e negli stenti dormendo nei ricoveri più disparati comprese le
stazioni e auroporti. Di contro, una classe dirigente pubblica
opulenta frutto spesso d'illecito comportamento, irrispettoso del
“lavoro” e dei “contribuenti”. A conclusione mi domando chi
guiderà la politica economica in Italia? Papa Francesco vuole
la Chiesa Povera per i Poveri e
Matteo Renzi enuncia Crescita e Sviluppo
Chi vincerà la sfida? Non c'è sfida! Perderà il Popolo; che dal
2008 l'immobilismo della politica economica sia dell'Italia che
dell'Europa porterà i popoli inesorabilmente verso la povertà e la
disperazione.
venerdì 10 ottobre 2014
L'EUROPA UNITA? L'INCOMPIUTA DISORIENTATA NEI MEANDRI DELLA GLOBALIZZAZIONE
Di Paolo Pellicciari
Già Luigi Enaudi nel 1897 ebbe a scrivere
un articolo sul giornale “La Stampa” dal titolo “ Stati Uniti
d'Europa” scrisse: “La
federazioe europea nascerà dalla diffidenza e dalla insicurezza
reciproca e non dall’amor fraterno e dagli ideali umanitari, ma non
sarà tuttavia meno gloriosa”.
I fatti di questo ultimo secolo, hanno
dimostrato la visione precorritrice, della notevole analisi di un
intellettuale che diventerà, alcuni anni dopo, il primo e il più
idoneo Presidente della Repubblica.
Nel
marzo del 1957 si firmarono a Roma gli accordi per la costituzione
della UE. La lenta costruzione europea che conosciamo oggi, nasce da
una frammentazione d'accordi che hanno creato un imponente
architettura ancora incompleta con molte sfaccettature
incomprensibili e deludenti.
Dall'articolo
di Luigi Enaudi sono scoppiate due
guerre mondiali con la loro genesi di nazionalismi europei frutto di
una incontrollata esibizione di potenza, di odi manifesti che da
Napoleone con la sconfitta di Waterloo mancò la “costituzione”
dell'Europa.
La
battaglia di Waterloo
Fu l'ultima battaglia di Napoleone che segnò la sua definitiva
sconfitta è stata una delle più combattute e sanguinose delle
guerre napoleoniche. Napoleone,
Giulio Cesare, Alessandro Magno, Carlo Magno... tutti uomini che
"hanno fatto la Storia", ma le hanno davvero impresso un
corso diverso? O si sono semplicemente messi grazie alle loro abilità
alla testa di forze storiche indipendenti da loro? Senza la loro
esistenza, il mondo sarebbe stato radicalmente diverso o per concetti
generali sarebbe stato lo stesso? Riprendendo la metafora di non so
quale utente del forum, la Storia è come un'enorme nave in
movimento. Nessuna forza umana può cambiare drasticamente la
direzione di una nave, la si può influenzare lentamente, ma il
'timone della Storia' rimane nella stessa mano troppo poco tempo per
darle un corso veramente diverso. E inoltre la direzione di massima
della nave la decidono i venti e le correnti, al di fuori
dell'arbitrio umano.
Insomma
ritengo che senza Cesare ed Augusto la Repubblica Romana si sarebbe
comunque trasformata in Principato; senza Carlo Magno l'ex impero
d'Occidente avrebbe comunque trovato una sua unità. Senza Napoleone
l'Europa sarebbe comunque diventata liberal-borghese; Le
due guerre mondiali del Novecento hanno la loro genesi nei
nazionalismi
europei,
che sono a loro volta il prodotto di una incontrollata volontà di
potenza e di accesi odi atavici che, dalle guerre napoleoniche si
trascinano fino alle macerie dell’aprile 1945. Dopo a drammatica
esperienza, le classi dirigenti dell’Europa occidentale, hanno
compreso che occorreva creare una istituzione per una cooperazione
stabile, per evitare nuovi conflitti e divisioni. L’Europa che
nasce nel secondo dopoguerra ha una matrice continentale saldata
sull’asse Parigi
– Bonn.
Senza la condivisione d'intenti tra la Francia e la Germania la
Comunità Europea non sarebbe esistita. I francesi Robert Schuman e
Jean Monnet capiscono che la Francia e la Germania dovessero creare
un armistizio permanente per mettere solide basi della nuova Europa,
ma Unita. Nasce la prima Europa dei 6 (Francia, Germania, Italia,
Belgio, Olanda, Lussemburgo). Jean
Monnet nel
febbraio 1955 già vagheggiava di dare vita agli Stati Uniti
d'Europa. Il trattato di Roma del 1957 stabilisce le modalità di
un’unione
doganale,
con comuni politiche agricole e commerciali come la libera
circolazione delle merci e delle persone. I rappresentanti politici
europei, perdono la grande occasione di creare gli Stati Uniti
d'Europa. Uno Stato Federale coordinatore delle politiche sociali ed
economiche punto di riferimento per gli stati membri sotto una unica
politica monetaria, economica, industriale, estera, della
difesa,dell'energia e sociale. L'Europa che delle sette nazioni più
industriali al mondo ne aveva cinque, una grande potenza economica.
Persa
l'occasione di fondare gli Stati Uniti d'Europa, si è creato una
aggregazione di Stati con diverse identità politiche, economiche,
culturali ed etniche alla ricerca di una identità, mentre
l'imperversare di scorribande di diverse etnie economiche, che la
stanno predando i “gioielli di famiglia” europei con la
complicità dell'immobilismo della classe politica delle nazioni che
costituiscono la Comunità Europea.
Il
successo di questa iniziativa è denotato dalla richiesta di ingresso
di Gran Bretagna (De Gaulle ne aveva impedito l’ingresso negli anni
Sessanta), Irlanda e Danimarca che entrano nel 1973, non certo per
convinta vocazione europeista, ma per convenienza, specialmente la
Gran Bretagna anche se rimarrà sempre ritrosa (come oggi Cameron) a
cedere pezzi della sua sovranità all’Europa.
Tutti
i successivi allargamenti della Comunità – che dal primo novembre
1993 diventa Unione europea – non nascono da ragioni ideali,
ma i nuovi Stati entranti valutano con interesse l’area europea
perché garantisce una più rapida crescita e una maggiore stabilità
economica. Oggi gli Stati membri sono 27,
17 paesi hanno l’euro come moneta e la Lettonia,
in rapida espansione economica, ha chiesto di adottarlo.
Il
passo successivo – che ha portato alla creazione dell’Unione
Europea – poggia su tre pilastri: una politica
estera e
una sicurezza comuni, una giustizia
comune,
un’economia monetaria. Sul secondo e terzo punto sono stati fatti
importanti passi avanti, ma su politica estera e difesa comune
l’Unione europea ha subito clamorose sconfitte che ne hanno svilito
il peso internazionale: in
tutte le fasi delle guerre di decomposizione della ex
Jugoslavia negli
anni Novanta, l’Europa non è riuscita ad avere una linea comune
privandosi della forza diplomatica necessaria a costruire un processo
di pace. In Serbia e in Kosovo, nel cuore del continente europeo,
sono dovuti intervenire la Nato e gli Stati Uniti; dopo
l’invasione Usa dell’Iraq
nel
marzo 2003, l’Unione europea si è presentata un’altra volta in
ordine sparso con differenti posizioni: Gran Bretagna e Polonia hanno
inviato delle truppe, l’Italia ha fornito l’appoggio diplomatico,
la Francia e la Germania si sono opposte al conflitto.
Sul
piano economico l’attuale Patto
di Stabilità e Crescita è
distante dalle esigenze di rilancio. Possibile che in un’Europa
dove la somma del prodotto interno lordo dei singoli Paesi sarebbe da
prima potenza mondiale, non si riesca a concepire che modeste
politiche all’insegna dell’austerità,
a loro volta fautrici di ulteriore recessione?
Altro
punto dolente: l’Unione europea è un presidio di democrazia?
Teoricamente sì, ma il governo dell’ungherese Viktor
Orban sta
infrangendo il diritto comunitario con una serie di provvedimenti
liberticidi
come
la riduzione dell’autonomia del potere giudiziario e la limitazione
della libertà
di stampa.
Le istituzioni europee hanno espresso le loro critiche, ma oltre a
questo non si è andati, con la conclusione che nell’Ue può starci
anche un Paese a democrazia limitata come l’Ungheria.
Molte
cose mancano ancora all’Europa: una costituzione (abbandonata
nel 2009 dopo le bocciature referendarie in Francia e Olanda), un
governo e un presidente eletti dai cittadini.
L’integrazione
europea è giunta a un punto che richiede passi successivi. Se questa
Europa rimane incompiuta
rischia
di sgretolarsi al persistere delle crisi, all’affiorare di
populismi e localismi. Più che idealismo (nessun
dubbio che l’europeismo sia una nobile aspirazione) serve –
sempre e soltanto – un’istituzione che si accrediti per la sua
capacità di arginare la crisi andando oltre ciò che i singoli Stati
non riescono a fare. E’ giusto che i cittadini facciano un passo
verso l’Europa, ma è indispensabile che l’Europa agisca in forma
trasparente nell’interesse dei suoi cittadini, a cominciare da
quelli in difficoltà economica e in cerca di lavoro. Se vogliamo
morire europei – dopo essere nati francesi, tedeschi o italiani –
non c’è altra strada.
Non
ci vuole la palla di cristallo per capire la necessità di avviare al
più presto il progetto Stati Uniti d'Europa, considerando che le
nostre nazioni stanno diventando troppo piccole in prospettiva di un
mondo globalizzato, dove le nuove potenze economiche emergenti
entreranno in competizione con l'Europa che resterà debole se non
deprivatizza il sistema delle banche centrali e con esse la BCE e
ricondurre i processi economici sotto il controllo del parlamento
europeo e dei parlamenti nazionali.
A
seguire necessità legiferare sulle valutazioni delle società di
rating che, quali soggetti privati, possono o potrebbero manipolare
il mercato finanziario a favore del sistema bancario speculativo.
I "rating" sono
dei voti su una scala predeterminata, generalmente espressa in
termini di lettere e/o altri simboli. Esistono molte agenzie di
rating, ma le più conosciute e influenti sono la Standard &
Poor's, Moody's Investor Service e Fich Ratings. Queste società
fondate per aiutare ad affrontare i problemi di asimmetria
informativa presenti sul mercato al fine di aumentarne l'efficienza a
livello globale fornendo informazioni utili d'investimento.
Gli investitori presenti
sui mercati si affidano infatti ai giudizi emessi dalle agenzie di
rating per decidere quali titoli comprare e in che misura, a seconda
della predisposizione al rischio dei soggetti investitori. Non solo,
ma possono condizionare le politiche economiche degli stati sempre
con l'obbiettivo speculativo.
Il 13 febbraio 2012,
l'agenzia di Rating Moody's ha declassato gran parte dei paesi
europei, in particolare il debito dell'Italia è stato declassato da
A2 ad A3, con outlook negativo, suscitando critiche nell'ambiente
economico e dello stesso governo italiano
Lo stesso governatore
della BCE, Mario Draghi, ha recentemente affermato come "bisognerebbe
imparare a vivere senza le agenzie di rating o quanto meno imparare a
fare meno affidamento sui loro giudizi".
mercoledì 25 giugno 2014
La
privatizzazione delle “Società partecipate”da 8mila a Mille in
tre anni
General
Agreement on Trade il Service
(Accordo
Generale sul Commercio di Servizi)
Di
Paolo Pellicciari,
L'organizzazione
inizia la sua attività nel 1995, dopo la conclusione dell'Uruguai
Round, sostituendo il “GATT” General Agreement on Tariffs and
Trade. Un foro mondiale per la liberalizzazione degli scambi.
Concetti e termini presenti nel “GATS” mutati dal più recente
“GATT” con importantissime differenze. L'influenza del “GATT”
è molto maggiore. La definizione di commercio di servizi tra le
righe del “GATT” si amplia ben oltre la tradizionale di scambio
transfrontaliero, con l'inclusione del movimento dei consumatori e
delle realtà produttive (capitali e lavoro) fino ad arrivare alla
codificazione dei fornitori di servizi quali commercianti,
produttori, distributori e così via.
Di
fatto si sta riducendo l'influenza del GATS a favore del GATS di cui
la previsione che gode di un ampio spazio d'influenza per la libertà
comportamentale frutto di negoziazioni e sottoscrizioni d'impegni da
parte dei singoli paesi membri. Va chiarito, che nonostante il
risultato dell' “Uruguay Round”, l'accordo GATS nel 1995 non ha
portato ad una definitiva liberalizzazione dei servizi su scala
mondiale, quanto alla definizione di regole vincolanti e di
meccanismi per avanzare in modo graduale il processo di
liberalizzazione e di globalizzazione nella gestione dei servizi.
Occorre
ricordare inoltre che l'assenza di una specifica definizione di
“beni” nel GATT non ha apparentemente provocato nessun disagio.
Gli ex membri del GATT optarono per una classificazione dei settori
di servizi; Servizi Commerciali; Servizi di Comunicazione; Edilizia e
servizi di Ingegneria e Connessi; Servizi di Distribuzione; Servizi
D'insegnamento; Servizi Ambientali; Servizi Finanziari; Servizi
sanitari e sociali; Servizi Turistici e Connessi; Servizi Ricreativi,
Culturali e Sportivi; Servizi di Trasporto; Servizi D'igiene
Ambientale e Altri servizi.
Trattare
questi argomenti non è facile. La ricostruzione del calendario degli
accordi internazionali è difficile e complicato, si ha la sensazione
di entrare in un negozio di scarpe, dove ogni scatola contiene un
paio di scarpe di diverso colore e foggia, con una apparente
diversità, ma costruite con lo stesso materiale. “Cuoio e Pelle”.
In politica economica internazionale abbiamo a che fare con una
moltitudine di organizzazioni dove ci vuole un satellitare per
orizzontarsi.
I Cinesi
hanno fatto le “scatole” e il mondo occidentale le ha riempite
GATT,
GATS, WTO, ITO, ICE, UNICIAD, PSU, BW, AMF, OMC, TISA, e tante
altre organizzazioni con presidenti, consigli d'amministrazione, con
una complessa macchina operativa burocratica, che cambierà il
sistema “economico-politico” continentale, nazionale, e
regionale, al fine di concentrare le ricchezze del mondo, a scapito
del “benessere” dei cittadini delle attuali e prossime
generazioni.
Con
gli accordi del GATS, tra pochi anni saranno privatizzati tutti i
servizi considerati pubblici per antonomasia. E' iniziato da tempo
l'adeguamento al Assisteremo, tra qualche anno, al processo di
privatizzazione dei servizi come sopra elencati oggi gestiti dalle
società “partecipate” costituite alla bisogna per “appropriarsi”
dei sevizi pubblici e frne soggetti privati che erogano a pagamento.
Il rovescio della medaglia verrà ribaltato il processo democratico
con una dittatura di tipo economico. Ho già ho scritto un articolo
dal titolo “il Banchismo” la Dittatura del Terzo Millennio.
L'accordo
GATS, si compone di una serie di principi di applicazione nei vari
settori d'intervento. I principi del GATS regolano il processo di
liberalizzazione progressiva, che ha luogo con l'assunzione da parte
degli stati Membri di impegni specifici, che scaturiranno da
negoziati ciclici, previsti dal capitolo IV. C'è da ricordare la
clusola della nazione più favorita (NPF) all'articolo II. Sono parte
integrante del GATS anche alcuni allegati, che definiscono regole
specifiche ad alcuni settori quali i trasporti aerei, le
telecomunicazioni, i servizi finanziari e le persone fisiche.
Non
si può non citare l'accordo TISA (Trade in Services Agreement) un
trattato internazionale di Lobby e governi per liberalizzare e
“appropriarsi” dei Servizi, dei dati personali e della sanità.
No
dimentichiamo che gli ospedali del Lazio, sono passati all “Sanit.
Imm” (Sanità Immobiliare) che dovrebbe far capo a 4 banche di
quelle che stanno acquisendo il patrimonio del demanio dello stato.
L'accordo Tisa, riguarderà, anche sanitari dove i cittadini potranno
usufruirne solo con la carta di credito.
E'
un trattato TISA, che non riguarda le merci, ma i servizi, ovvero il
cuore dell'economia dei paesi sviluppati come l'Italia, che è uno
dei paesi che lo sta negoziando attraverso la Commissione Europea.
Gli interessi in gioco sono enormi; Il settore servizi è il più
grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70% del prodotto
interno lordo globale.
La
Lobby Americana più aggressiva è la “Coalition of Services
Industries” che porta vanti un'agenda di privatizzazioni dei
servizi, dove Stati e Governi sono semplicemente visti come un
intralcio al Business. << Dobbiamo supportare la
capacità delle aziende di competere in modo giusto e secondo fattori
basati sul mercato, e non sui governi >> Il
documento è ancora Top Sicret l'artico svela solo i fondamentali
dell'accordo, ma fa una fotografia la politica economica del prossimo
futuro. Non ci vuole la palla di cristallo per capire cosa succederà
alle società di servizio a capitale pubblico saranno cedute a
aziende che per la loro spregiudicatezza guarderanno solo al
profitto, con tutti i risvolti del caso. Se i Sindaci si preoccupano
degli interessi dei cittadini devono svuotare le società partecipate
di beni di servizio, immobiliari, mezzi tecnici e tornare a gestire
in proprio le risorse patrimoniali ed economiche. In sintesi
difendere la “cassa forte” dei Comuni e dei cittadini.
domenica 22 giugno 2014
POVERI
GRECI,
RESPONSABILI
DI UN “DEBITO” DI CI NON CONOSCONO LE RAGIONI.
DI
Paolo Pellicciari
Poveri
greci hanno un mare di debiti senza sapere perchè. “Ricordo una
sentenza della Corte di Giustizia Europea. Nell'agosto 2010, la
giornalista greca Gabi Thsing del quotidiano BLOOMBERG chiese alla
BCE (Banca Centrale Europea) l'accesso a due documenti relativi ad
operazioni condotte fuori borsa sui titoli del debito pubblico Greco.
La richiesta fu respinta dalla BCE costringendo la tenace giornalista
a fare ricorso alla Corte Europea di Giustizia per vedere accolta la
sua richiesta. Nulla di fatto, la Corte (sentenza nella causa
T-590/10, Gabi Thesing e Bloomberg Finance LP /BCE) respinge il
ricorso. Di seguito l'estratto bel comunicato stampa della Corte. “
Il Tribunale ritiene che l BCE non abbia omesso un errore manifesto
di valutazione considerando che la divulgazione del documento avrebbe
arrecato un pregiudizio effettivo e concreto nell'interesse pubblico
per quanto riguarda la politica economica dell'Unione e della
Grecia.”
Leggendo le cronache
politico-economiche di questi ultimi anni, mi allarmo sempre di più
per il futuro della nostra democrazia che si sta dissolvendo come
neve al sole.
Scrive M. Santopadre: “Il
governo ellenico vuole assolutamente riempire le casse dello Stato.
Una recente legge permette di rinchiudere i cittadini che devono al
fisco più di 5000 euro, e allo scopo il gocerno pensa a
riconvertire le vecchie caserme abbandonate in pseudo prigioni”.
Il dio Denaro, non
ammette errori ne evasori, il suo “dominio” si innalza sopra
l'Europa rivendicando una autorità che impone sacrifici a causa
delle assurde politiche applicate dai vari governi compreso l'Italia.
La Grecia, è piena di cittadini insolventi nei confronti dello
Stato, a causa della pressione fiscale in continuo aumento, causando
povertà sociale e disoccupazione e fame.
Il vecchio Yahvè che
malediva e falcidiava con tormente e malattie, il popolo stanco e
riottoso alla forzata “adorazione”. La “politica sociale” del
Governo Greco,è quella di spremere con tutti i mezzi i cittadini,
aziende e famiglie imponendo loro il pagare un debito pubblico dello
Stato, a causa di una falsa politica neoliberista, di Bruxelles che,
con l'introduzione dell'Euro e del Fiscal Compact è diventata legge.
Il Capo del governo, non
sembra interessato a cambiare politica nonostante le sue fallimentari
scelte fin qui attuate. L'esecutivo “telecomandato” da Bruxelles
e Francoforte, mira più a rimpinguare le casse dello Stato,
“estorcendo” i cittadini le tasse e i debiti non pagati, anche a
costo di rinchiuderli in una fattispecie di campo di concentramento.
Che sarà affollato solo di “poveri”. I grossi imprenditori di
solito la fanno franca.
L'assurda proposta, è
stata discussa in parlamento giorno fa, da vice ministro della
Giustizia. Chi non paga i sui debiti entro quattro mesi dalla
scadenza verrà punito e rinchiuso per un anno nelle ex caserme che
stanno predisponendo.
Si tratta di uno
“scherzo” o di una “provocazione”? Lo vedremo presto. Il vice
ministro è intervenuto nuovamente sulla questione, nelle caserme
prigione andranno in pochi, molti avranno i braccialetto elettronico
e lavorare gratuitamente in una sorta di carceri agricole dove ogni
giorno di lavoro equivale ad un giorno di carcere.
Nel frattempo, la Grecia,
mette all'asta la spiaggia oasi delle tartarughe. Dune di
sabbia, lunghe spiagge bianche con acqua cristallina, foreste di
cedri, uno dei paradisi più belli del mediterraneo.
Il
fondo per la valorizzazione e privatizzazione delle proprietà
pubbliche voluto dalla Trojka (in sigla Hradf) ha inserito i 175
ettari dell'isola, incluse le spiagge di Simos e Sarakiniko
considerate tra le 10 più belle del Mediterraneo e forse del mondo,
nella lista delle 109 proprietà pubbliche se non in vendita da dare
in uso esclusivo per una cinquantina d'anni.
La
comunità locale e gli ambientalisti protestano. L'ex sindaco
Panagiotis Psaromidis passata la sorpresa - l'amministrazione
municipale non è stata neanche avvertita - ha preso carta e penna e
ha scritto al presidente del Fondo e al ministero ellenico delle
Finanze per chiedere la sospensione dell'operazione di messa
all'asta. Ma ha ricevuto solo una striminzita e laconica letterina di
risposta dall'Hradf in cui tenta di rassicurare sullo «sviluppo
dolce e rispettoso dell'ambiente» e sul mantenimento del libero
accesso alle spiagge per non meglio precisati «bagnanti». Il fatto
è che l'isola di Elofonisos finora era una riserva naturale,
inserita tra l'altro nei programmi Natura 2000 del Fondo europeo per
l'ambiente. Una riserva integrale dove, spiegano gli ambientalisti
che hanno ora lanciato una petizione internazionale sul sito Avaaz
per fermare la vendita, dove oltre ai gigli di mare e ad una specie
antica e rara di cedro mediterraneo, vanno a nidificare le tartarughe
marine. Adesso, secondo i progetti che si stanno facendo avanti,
dovrebbe diventare un parco marino privato, con relativa
cementificazione: alberghi, case vacanza a schiera, servizi alla
clientela d'élite come noleggio di moto d'acqua e attracchi per
nautica da diporto. E
le povere tartarughe?
“Chi
sse ne frega!
E
uno sviluppo poco rispettoso dell'ambiente di cui la comunità locale
dovrà solo prendere atto, senza alcuna voce in capitolo. Il caso
dell'isola di Elofonisos è soltanto la punta di un iceberg, se così
si può chiamare la mole delle privatizzazioni che sta attualmente
schiacciando la Grecia e che su indicazione della Trojka (Fmi, Bce e
Ue) dovrà essere attuato entro il 2020. Principale strumento ne è
il Fondo per lo sviluppo degli asset - l'Hradf, appunto, o Hellenic
Repubblic Asset Development Fund - che negli obiettivi del governo di
centrodestra di Antonis Samaras dovrà reperire 50 miliardi di euro
nei prossimi sei anni mettendo in vendita qualcosa come metà delle
ricchezze del Paese, isole e spiagge incluse. È sulla base di questo
piano che il Fondo Monetario Internazionale ha sbloccato, solo tre
giorni fa, 240 miliardi di euro di aiuti internazionali, forniti per
la maggior parte dal resto dell'Eurozona. I partner dell'area euro il
mese scorso si sono accordati per l'erogazione di un prestito da 8,3
miliardi di euro in tre rate entro agosto. Il programma di
salvataggio dovrebbe concludersi alla fine del 2014, ma il Fondo
monetario internazionale continuerà a erogare alcuni prestiti fino
al 2016. E così lo Stato ellenico ha potuto recentemente
reimmettersi nel mercato dei titoli pubblici. L'ondata di
privatizzazioni è solo all'inizio. L'area dell'ex aeroporto
Hellenikon di Atene è andata per 95 milioni di euro ad una società
a maggioranza cinese, la società del gas Desfa è andata alla
società azera Socar per 400 milioni, il porto industriale del Pireo
diventerà il terminal europeo per il colosso cinese Cosco che ha
versato alle casse statali 700 milioni. Ma nella lista dell'Hradf
sono finiti anche catene di alberghi, decine di immobili di pregio
nel quartiere commerciale della Plaka ad Atene, a Rodi e a Nafplio,
più la grande partita in corso della privatizzazione dei tanti porti
turistici. Attualmente sono in fase avanzata di vendita quelli del
progetto Nereidi che include porti e marine di Hydra, Alimos, Poros e
Neo Epidaurus. Sono in corsa per lo più fondi di private equity
turchi e greci, ma ci sono anche manifestazione d'interessi di
imprenditori italiani come Paolo Vitelli della Azimut Benetti,
interessato anche a rilevare il porto di Imperia dalla società
fallita che faceva capo a Francesco Bellavista Caltagirone. Nel
prossimo lotto messo all'asta ci dovrebbe essere anche il porto
dell'isola di Santorini, gioiello delle Cicladi ormai letteralmente
preso d'assalto dai nuovi turisti ricchi provenienti dalla Cina e
dalla Russia, più le marine di Corfù e di Lefkada. Si tratta di
affaroni per lo più. Ma non per il governo di Atene che finora ha
incassato poco più di 3 milioni di euro dalle alienazioni dei
gioielli del Tesoro. Non dappertutto però le svendite del patrimonio
pubblico sono indolori. È il caso dell'isola di Elofonisos di cui
dicevamo. Ma ancor di più è quello dell'azienda idrica di
Salonicco, seconda città del Paese. Qui la società Eyath, finora
partecipata solo al 5 per cento dal colosso francese Suez, è in
attivo: genera 20 milioni di euro di profitto l'anno. Suez ora
potrebbe aggiudicarsene il 51 per cento con appena 80 milioni da
versare. Ma i cittadini di Salonicco stanno opponendo una ferma
resistenza all'operazione di vendita. Hanno anche indetto un
referendum popolare - appoggiato anche da Syriza - che ha coinciso
con il secondo turno delle recenti amministrative, per cui ha votato
oltre il 50 per cento degli elettori (213 mila contro la svendita su
218mila). Ma il governo Samaras si è affrettato a far sapere che
considera la consultazione totalmente illegale. Alla faccia della
democrazia.
lunedì 16 giugno 2014
MONEY ORGANIZATION
SERVICES ECONOMICS
MO.S.E DI VENEZIA
“MODULO
SPERIMENTALE ELETTROMECCANCO”
di
Paolo Pellicciari
Il
Mose di Venezia è balzato alle cronache per gli scandali che sono
emersi dalle indagini della magistratura che ha portato all'arresto
di 35 tra politici, amministratori oltre a 100 persone indagate.
Il
MO.S.E ha una storia lunga alle spalle fa parte di quel giro di opere
pubbliche iniziato già negli anni 50 e 60 come l'aeroporto di
Fiumicino. Dunque un classico scandalo all'italiana ripreso dal film
The Italian Job. Per realizzare una opera, i governi inviano miliardi
a pioggia da gestiti da ignoti prestanome che organizzano società
occulte per “disperdere” il flusso di denaro nelle varie
“Scatole Cinesi” spesso in mano a politici di destra e di
sinistra. In barba agli italiani. Un passaggio interessante dovrebbe
essere ricordato. Nel gennaio del 1961, Giulio Andreotti, dallo
scranno del governo del Senato disse: “io rispetto di più le
persone della Camorra perché Pupetta Maggio che uccise l'assassino
di suo marito a revolverate andrà in galera. Noi abbiamo nella
Camorra politica di certi ambienti cose di meno nobili, perché si
lanciano pietre e colpi di coltello senza rischiare niente senza
mostrare il loro volto. In aula quel giorno si discuteva
dell'Aeroporto di Fiumicino.
Lo
scandalo dell'aeroporto di Fiumicino comincia già dalla posa della
prima pietra avvenuta il 10 settembre del 1950. Costo previsto 29
miliardi di lire spesa complessiva finale 130 miliardi di lire.
La
scio al lettore ogni commento.
Perché
si è deciso di realizzare il Mose? Nel 1966, una mareggiata di quasi
due metri, allagò la città di Venezia procurando danni enormi alle
abitazioni e ai monumenti storici. Nel 1975, il Ministero dei Lavori
Pubblici emana la legge speciale per Venezia, un appalto concorso
internazionale per la progettazione e l'esecuzione degli interventi
intesi alla conservazione dell'equilibrio idrogeologico della laguna.
Nel
1978, il ministro dei lavori pubblici chiude il concorso per
l'assegnazione dei lavori. Nessun progetto fu considerato idoneo, per
risolvere il problema dell'acqua alta. Però il ministero acquisisce
tutti i progetti per poterli elaborare. Solo 4 anni più tardi ne
1982 parte il primo progetto elaborato da esperti e da docenti
universitari e approvato dal consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Nello stesso anno viene fondato il Consorzio “Venezia Nuova” per
la realizzazione degli interventi a salvaguardia di Venezia.
Ne
2002 cominciano ad arrivare i finanziamenti. I Comitato
interministeriale finanzia il progetto del Mo.s.e co 450 milioni di
Euro. Il 14 maggio del 2003 iniziano i lavori e nel 2006 il Consiglio
dei ministri decide di procedere al suo completamento. Il costo
complessivo è aumentato fino a raggiungere 5.493 miliardi di €uro.
A oggi sono già stati finanziati 5.267 miliardi di cui 101 milioni
di €uro assegnati con la legge di stabilità.
Oltre
50 anni per aver un'opera incompiuta costata fin ad oggi molti
miliardi di €uro. C'è un ma! Non vorrei che si ripetesse quello
che è successo nel lontano 2002 quando mani pulite distrassero
l'opinione pubblica dalla cessione del sistema industriale dell'IRI,
Con la scusa del debito pubblico italiano stanno vendendo diverse
aziende pubbliche di notevole interesse industriale. Che lo scandalo
Mose e Expo sia creato ad arte per “coprire” una di crociera sul
“nuovo” Britannia il panfilo della Reggina Elisabetta rinnovato
di recente? Ci può stare? Poesse!
Certo
davanti a questi scandali, come non si può pensare a quel povero
Pizzaiolo di Napoli che si è suicidato perché non ha potuto pagare
una ingiunzione di 2000 € pagabile in 24 ore di tempo. Come non si
può non pensare alle centinaia di “assassinati” dall'oppressione
fiscale?
Le
tangenti sul Mose, Expo come su tanti lavori pubblici, non dicono
nulla di nuovo. Come cittadini siamo inermi, durante le elezioni
ascoltiamo “sirene” che ci parlano di onestà, moralità, di
trasparenza. Ma
alla fine, in politica, tra il dire e il fare, c'è di mezzo l'oceano
15/06/2014
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